Toby Dammit

Block-notes di un cineclub indipendente

Sul set: The Gangster Squad


Ryan Gosling
ed Emma Stone tornano a dividere lo stesso set, questa volta più impegnativo di Crazy, Stupid, Love. I due giovani si sono ritrovati come coppia sullo schermo per vestire i panni nella lotta contro la mafia della Los Angeles degli anni ’40/’50, dove spadroneggiava il boss Mickey Cohen, interpretato nientemeno che da Sean Penn. Il noir diretto da Ruben Fleischer è stato accostato a film come Chinatown, Quei Bravi Ragazzi e Crocevia Della Morte, e parla proprio di un periodo importante per la città di Los Angeles e la liberazione dal crimine organizzato per mano del comandante di polizia interpretato da Josh Brolin, il cui braccio destro è proprio Ryan Gosling.
Il film è attualmente in post-produzione e non sarebbe difficile vederlo a festival omportanti come Cannes o Venezia. Sarà distribuito dalla Warner e uscirà negli USA ad ottobre.
Di seguito un’intervista al regista Ruben Fleischer da parte di Entertainment Weekly:

 

Si tratta di qualcosa di completamente diverso dalla direzione che avevi intrapreso con Zombieland e 30 minutes or less. Come hai fatto a convincere lo studio che eri il tipo giusto per questo film?
Stavo cercando l’opportunità per realizzare qualcosa di nuovo, e quando ho letto la sceneggiatura, mi sono decisamente appassionato ad essa. Credo che la passione e l’amore per Los Angeles e l’amore per questo periodo e per il genere abbiano cancellato ogni possibile dubbio dello studio.

Cosa ti ha attratto di questa fase della storia di L.A.?
(…) credo che il periodo del dopoguerra sia uno dei più eccitanti nella storia dell’america. C’erano così tanti cambiamenti e così tante innovazioni. Era un periodo di transizione, e credo che Los Angeles lo rappresenti meglio di altre semplicemente perchè era una città nuova. Aveva meno di cento anni nel 1949, e c’erano molti soldati e persone che si muovevano verso la città e i sobborghi si stavano espandendo. Quindi si tratta di un’ottima ambientazione per il mondo di questo film.

Il film si basa in parte sugli articoli di Paul Lieberman pubblicati sul Los Angeles Times nel 2008. Il film si focalizza su un determinato argomento o articolo di questi scritti o sono solo un punto di partenza per il tuo film?
Sono un buon punto di partenza. Ci siamo presi alcune licenze creative ma abbiamo cercato di restare fedeli alla storia originale e ai personaggi il più possibile. O’ Mara (Josh Brolin), il nostro protagonista, è appena tornato dalla guerra contro i nazisti con tutti i suoi ideali dopo aver visto trionfare l’America. Quindi torna a casa nella città dove sono i gangster a comandare. Mentre era via, Mickey Cohen (Sean penn), è emerso riducendo le strade di Los Angeles in un campo di battaglia. Nella nostra storia, O’ Mara diventa il capo della Gangster Squad, una forza di polizia che combatte i gangster usando i loro stessi metodi, e la battaglia tra loro determinerà il futuro di Los Angeles.

Hai un ottimo gruppo di attori nel cast, da Sean e Josh, a Ryan Gosling e Emma Stone, a Nick Nolte e Anthony Mackie. Ma il cuore di tutto è Sean. E’ diventato quel tipo di attore che la prossima generazione idolatra e cerca di emulare. Si percepisce il senso di ciò sul set?
Ottiene di certo molto rispetto, e credo che l’opportunità di lavorare con lui sia un incentivo per i ragazzi per diventare parte del film sicuramente. (…) Ha preso parti del vero Mickey con le quali si sentiva legato e le ha legate con sue idee di come fosse il personaggio.

Il personaggio di Ryan Gosling sembra in conflitto con quello di Brolin.
Anche il personaggio di Gosling è andato in guerra ma quando è tornato era un pò disilluso. Quindi è più chiuso, e gira per locali notturni ed esce con ragazzi che potrebbero essere gangster. E’ poco chiaro dove stia, riguardo al fronteggiare Mickey Cohen. Ma si ritroverà in un triangolo amoroso con Cohen e la femme fatale interpretata da Emma Stone.

COLOUR FROM THE DARK: recensione del film in anteprima con Ivan Zuccon

Una piccola realtà di cinema di genere è ancora viva in Italia grazie al regista e sceneggiatore Ivan Zuccon e alla neonata Distribuzione Indipendente che porterà al cinema il penultimo lavoro del regista Colour From the Dark, uscito negli USA nel 2008 e rimasto inedito in Italia fino al prossimo 9 Marzo. Verranno distribuite addirittura quasi 200 copie, di cui 60 in Italia. Per il futuro Zuccon sta lavorando al montaggio del nuovo film, già completato e figurante sempre la protagonista Debbie Rochon, ma dall’uscita ancora incerta.

La storia, tratta da un racconto di Lovecraft, è ambientata in Italia durante la seconda Guerra Mondiale e narra di una famiglia di contadini che contraggono uno ad uno strani sintomi dopo aver bevuto l’acqua del proprio pozzo. La madre, una favolosa Debbie Rochon, inizia a dare sintomi di demoniaca schizofrenia, cercando di uccidere i componenti della famiglia. Ma il peggio lo da quando viene rinchiusa in una stanza buia e a turno la visitano la sorella mai cresciuta che gioca ancora con le bambole di pezza, il marito devoto e un’ esorcista. Ma la situazione è più cupa e malvagia del previsto.

Il film è stato presentato in anteprima al nostro Cinema Snaporaz giovedi 23 Febbraio dallo stesso regista Ivan Zuccon, coadiuvato dai critici Marco Morosini e Manuel Cavenaghi, autore del dizionario dell’horror italiano CRIPTE E INCUBI (disponibile sul sito http://bloodbuster.com) che annovera centinaia di recensioni tra cui opere di Mario Bava, Lamberto Lenzi, Pupi Avati, Dario Argento fino al giovane Zuccon e via dicendo. 

Ivan ha parlato al pubblico delle difficoltà di produzione in Italia e della ristretta cerchia di film prodotti dallo stato, lasciando le briciole ai giovani volenterosi. Perciò, avendo avuto anche brutte esperienze, Ivan produce ormai con le sole proprie forze i suoi lavori garantendosi il pieno controllo del film e dei diritti. Colour From The Dark per la cronaca è stato girato con un budget miserissimo di 150.000€. Di conseguenza Ivan lavora ormai solo con attori stranieri, americani soprattutto, più dediti al lavoro ed abituati alla meticolosità del vero set. Ciò permette anche una duttilità linguistica più propensa al mercato estero. Pochi sanno però che Ivan è il montatore di uno dei più prolifici autori italiani, ovvero Pupi Avati. Difficilmente dai suoi film trae un vero guadagno e a volta è difficile che gli stessi soldi gli tornino indietro, e se riesce è solo grazie al mercato estero, americano e tedesco soprattutto. Praticamente fare film oggi è diventato un hobby.

Lorenzo Scappini -

L'Associazione Toby Dammit con Manuel Cavenaghi (terzo in piedi da sinistra), Marco Morosini (secondo accovacciato da sinistra) e Ivan Zuccon (quarto in piedi)

Vincitori e vinti dei Premi Goya

Eravamo rimasti in sospeso con la situazione premi stagionali pre-Oscar. In Spagna qualche giorno fa, più precisamente al Palacio Municipal de Congresos di Madrid, il trionfatore della serata dei premi Goya è stato il noir No Habrà Paz Para Los Malvados (Non c’è pace per i malvagi) di Enrique Urbizu che si aggiudica 6 principali premi su 14 candidature: miglior film, regia, attore, sceneggiatura, montaggio e sonoro.  Ma per un vincitore c’è un vinto e in questa edizione degli Oscar spagnoli è stato La Pelle Che Abito di Almodovar. Infatti a fronte delle 16 nomination (quasi tutte le categorie) ha vinto solo per la miglior attrice (Elena Anaya), attore rivelazione (Jan Cornet), colonna sonora di Alberto Iglesias e miglior trucco.

Per la miglior sceneggiatura adattata Almodovar è stato battuto dal meno favorito film d’animazione Arrugas (rughe), vincitore anche come miglior film animato, raccogliendo l’eredità di Chico e Rita nominato questo anno agli Oscar.
Il futuristico ed interessante EVA presentato a Venezia 2011 si è aggiudicato il premio alla miglior regia esordiente di Kike Maìllo, miglior attore non protagonista (il veterano Lluis Homar) e migliori effetti speciali. I restanti premi sono andati a La Voz Dormida (miglior attrice non protagonista, attrice rivelazione e canzone) e Blackthorn – Sin Destino (miglior produzione, fotografia, scenografia e costumi).

Tra i premi collaterali hanno avuto la meglio il pigliatutto The Artist come miglior film europeo battendo Jane Eyre, Melancholia e Carnage, mentre come miglior film latinoamericano ha vinto la commedia argentina Cosa Piove Dal Cielo? (Un Cuento Chino) già titolato come vincitore dell’ultimo Festival di Roma ed in uscita in Italia a fine marzo. Il resto dei titoli sopracitati, tra cui il film vincitore di Urbizu, non hanno ancora un’uscita italiana.

ScappoDammit


Il prossimo Woody Allen è A Roma Con Amore

Uscirà in Italia già il 20 Aprile, prima del resto del mondo, il prossimo film di Woody Allen che ormai viaggia da diversi anni alla media di un film all’anno vivendo praticamente costanetemente sul set. Il prolifico regista e sceneggiatore settantaseienne, da poco premio Oscar per la quarta volta, sta già ultimando il montaggio della pellicola girata interamente a Roma con il ritorno espressamente voluto del collega comico Roberto Benigni assente dal grande schermo dai tempi di La Tigre e La Neve. Ma il cast americano di protagonisti è formato dai giovani Jesse Eisenberg ed Ellen Page (la coppia di Juno) e  i grandi Alec Baldwin e Penèlope Cruz. Parti secondarie anche per gli italiani Scamarcio, Antonio Albanese, Ornella Muti e Isabella Ferrari. Come sempre anche sceneggiatore dei suoi film, questo è passato sotto titoli di lavorazioni come Bop Decameron e Nero Fiddled ma alla fine è stato intitolato A Roma Con Amore, gioco di parole che omaggia in tutto e per tutto la capitale, titolo scelto per l’Italia e forse anche per il resto del mondo. Nella pellicola potrebbe esserci anche un ritorno da attore dello stesso Woody!

SnapOscar 2012 – gli Oscar Toby Dammit

Subito dopo gli Oscar hollywoodiani vi proponiamo un simpatico passatempo: gli SnapOscar 2012!
I film presi in considerazione sono tutti quelli proiettati al Cinema Salone Snaporaz dall’ 1 Gennaio al 31 Dicembre 2011 (la lista completa è a fondo pagina).
I titoli nominati sono stati selezionati dai membri del cineclub Toby Dammit (considerateli anche come nostri consigli per le vostre visioni casalinghe).

E’ possibile votare da oggi fino alla mezzanotte di Lunedi 5 Marzo. Il giorno seguente saranno resi noti i vincitori.

Buon Divertimento! 
SnapOscar 2012 – gli Oscar Toby Dammit
I migliori film proiettati al Salone Snaporaz nel 2011:
Miglior Film: 
-Animal Kingdom
-The Artist
-Carnage
-Il Cigno Nero
-La Donna Che Canta
-Drive
-Melancholia
-This Is England
-Tournèe
-The Tree of Life
Miglior Regia:
-Mathieu Amalric (Tournèe)
-Darren Aronofsky (Il Cigno Nero)
-Michel Hazanavicius (The Artist)
-Terrence Malick (The Tree of Life)
-Nicolas Winding Refn (Drive)
Miglior Film Italiano: 
-Boris – Il Film
-Habemus Papam
-Scialla!
-Terraferma
-L’ Ultimo Terrestre
Miglior Regista Italiano:
-Emanuele Crialese (Terraferma)
-Gianni Di Gregorio (Gianni E Le Donne)
-Andrea Molaioli (Il Gioiellino)
-Nanni Moretti (Habemus Papam)
-Gianni “Gipi” Pacinotti (L’ Ultimo Terrestre)
Miglior Attore:
-Jean Dujardin (The Artist)
-Colin Firth (Il Discorso del Re)
-Ryan Gosling (Drive)
-Michel Piccoli (Habemus Papam)
-Cristoph Waltz (Carnage)
Miglior Attrice:
-Kirsten Dunst (Melancholia)
-Julianne Moore  (I Ragazzi Stanno Bene)
-Carey Mulligan (Drive)
-Natalie Portman (Il Cigno Nero)
-Kate Winslet (Carnage)
Miglior Attore Non Protagonista:
-Christian Bale (The Fighter)
-Stephen Graham (This Is England)
-Viggo Mortensen (A Dangerous Method)
-Geoffrey Rush (Il Discorso del Re)
-Uggie il cane (The Artist)
Miglior Attrice Non Protagonista:
-Berenice Bejo (The Artist)
-Julie Ferrier (L’esplosivo Piano di Bazil)
-Mila Kunis (Il Cigno Nero)
-Mimi Le Meaux (Tournèe)
-Jacki Weaver (Animal Kingdom)
Miglior Sceneggiatura:
-The Artist
-Animal Kingdom
-Carnage
-La Donna Che Canta
-Melancholia
Miglior Fotografia:
-The Artist
-Il Cigno Nero
-Drive
-Tournèe
-The Tree of Life
Miglior Colonna Sonora:
-The Artist
-Drive
-One Day
-This Is England
-When You’re Strange
Miglior Documentario: 
-Pina, di Wim Wenders
-When You’re Strange, di Tom DiCillo
-Questa Storia Qua, di Alessandro Paris e Sibylle Righetti.
-Tahrir Liberation Square, di Stefano Savona
-Isola Delle Rose, di Stefano Bisulli e Roberto Naccari
Miglior Film D’Animazione: 
-Arrietty – Il Mondo Segreto Sotto il Pavimento
-Le Avventure di Sammy
-Happy Feet 2
PREMI SPECIALI MIGLIORI SCENE (Le scene sono visibili nei link tra parentesi)
Miglior Scena Romantica/D’Amore:
-I Ragazzi Stanno Bene, Julianne Moore e Annette Bening  (http://www.youtube.com/watch?v=NooZclTKDAs)
-This Is England, Thomas Turgoose e Rosamund Hanson   (http://www.youtube.com/watch?v=ep0G6F8UNxk)
-The Artist, Berenice Bejo e Jean Dujardin  (http://www.youtube.com/watch?v=SmPt9il-Tdo)
-Il Cigno Nero, Mila Kunis e Natalie Portman   (http://www.youtube.com/watch?v=0y6MiyPa7fA)
-Drive, Ryan Gosling e Carey Mulligan     (http://www.youtube.com/watch?v=-_wlyIHRJT4)
Miglior Monologo:
-Il Discorso del Re, Colin Firth         (http://www.youtube.com/watch?v=j6ULEIZHB3A&feature=related)
-This Is England, Stephen Graham     (http://www.youtube.com/watch?v=NQ4yIDYz7Es)
-The Tree of Life, Brad Pitt         (http://www.youtube.com/watch?v=ItMDNIZDvX0&feature=relmfu)
-Drive, Ryan Gosling        (http://www.youtube.com/watch?v=gG8dp6UsluE)
-The Fighter, Christian Bale        (http://www.youtube.com/watch?v=VKDqHnJ6t_Q)
Miglior Scena Comica:
-Nessuno Mi Può Giudicare “Lezioni di escort”        (http://www.youtube.com/watch?v=akCuRMvMuJI)
-Qualunquemente “Lo scontrino fiscale”           (http://www.youtube.com/watch?v=yvX_kImQNJ0)
-Boris – Il Film “Natale al Polo Nord”         (http://www.youtube.com/watch?v=iF0iMLTrPxQ)
-Boris – Il Film “Piano sequenza con Gianfranco Fini”          (http://www.youtube.com/watch?v=rfVN6JpUOjA)
-Scialla! “L’ira di Achille”          (http://www.youtube.com/watch?v=beB5oNgMB4o)
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Film di calendario:
L’ESPLOSIVO PIANO DI BAZIL
TAMARA DREWE
IN UN MONDO MIGLIORE
QUALUNQUEMENTE
ANOTHER YEAR
GIANNI E LE DONNE
IL DISCORSO DEL RE
IL GIOIELLINO
NESSUNO MI PUO’ GIUDICARE
I RAGAZZI STANNO BENE
BORIS – IL FILM
HABEMUS PAPAM
L’ALTRA VERITA’
LIMITLESS
UN PERFETTO GENTILUOMO
TERRAFERMA
L’ULTIMO TERRESTRE
LA PELLE CHE ABITO
A DANGEROUS METHOD
BAR SPORT
MELANCHOLIA
QUANDO LA NOTTE
LA KRYPTONITE NELLA BORSA
ONE DAY
PINA
IL GIORNO IN PIU
SCIALLA!
MIRACOLO A LE HAVRE
THE ARTIST
ARRIETY
HAPPY FEET 2
Film di rassegna:
ANIMAL KINGDOM
TOURNEE’
SORELLE MAI
IL CIGNO NERO
LADRI DI CADAVERI
LA DONNA CHE CANTA
IL RAGAZZO CON LA BICICLETTA
THE TREE OF LIFE
THE FIGHTER
WHEN YOU’RE STRANGE
WE WANT SEX
THIS IS ENGLAND
QUESTA STORIA QUA
CARNAGE
TAHRIR LIBERATION SQUARE
DRIVE
ISOLA DELLE ROSE

Il corto animato che ha vinto l’Oscar: THE FANTASTIC FLYING BOOKS OF MR. MORRIS LESSMORE

Un giovane lettore viene trasportato in una terra abitata da libri volanti. Quando arriva vede volare via una misteriosa ragazza trasportata da uno sciame di libri volanti. Una favola carina accompagnata da belle musiche e farcita di splendidi particolari. Un piacere per gli occhi e la mente.
Il film che ha battuto il nostro pixariano Enrico Casarosa e il suo La Luna è il primo progetto audiovisivo della nuova piccola realtà d’animazione a 360° della Moonbot Studios di William Joyce e Brandon Oldenburg che si era già celata nella produzione di App per iPhone come quella chiamata Bullseye, in cui si interagisce nell’animazione con il sottofondo musicale della band Polyphonic Spree o l’App story/game Numberlys che omaggia il cinema dei tempi di Metropolis e King Kong.

ScappoDammit

I registi Joyce e Oldenburg

THE ARTIST: la recensione del vincitore

All’indomani della consegna dei premi dell’Academy Awards sembra incredibile come un prodotto semplice come un film muto in banco e nero, fuori da ogni abitudine dei giorni nostri e potenzialmente solo per un pubblico cinefilo, abbia potuto battere la concorrenza fatta ti effetti speciali, 3D, computer grafica, stop motion e motion capture più inerenti ai giorni nostri.

Sembra incredibile ma è vero, e fa riflettere, e fa sorridere.

The Artist è stato concepito dal benpensante Michel Hazanavicius, regista di film parodistici girati sempre in lingua francesa e che quindi non aveva mai scavallato le mura nazionali. Ma dalla grande e rischiosa idea di fare un film muto che richiamasse gli anni 20 ha avuto la disponibilità della biblioteca parigina per usufruire di tutti i materiali dell’epoca per studiarne luci, inquadrature, mosse e abiti. Ha pensato bene anche di portare nel suo progetto i suoi seguaci già protagonisti nei suoi precedenti film, la meravigliosa moglie Berenice Bejo e il comico Jean Dujardin. E in effetti la sintonia della coppia si è vista e sentita, lei ha sbrisciato l’Oscar, lui l’ha stravinto battendo gente come George Clooney e Brad Pitt. Il film è sostanzialmente una commedia abbastanza leggera, alcune volte divertente con scene comiche (il solo Dujardin da una bella dose di cabaret) a parte qualche scena veramente forte come la perdita della voce (mentre noi sentiamo il rumore della sedia che cade, quindi il film NON è muto) o il tentato suicidio.

La storia parla di un attore di fine anni ’20 di nome George Valentin della migliore Hollywood mai conosciuta. Ha talento e fans a dismisura, tra cui la bella e giovane Peppy Miller che un giorno, commettendo una gaffe, incontra il bell’attore. Gli anni passano e l’avvento del sonoro irrompe nel mondo del cinema, di conseguenza George e il fedele cagnolino calcano sempre meno le scene. George, contrario a recitare in un film sonoro e convinto che la propria bravura possa essere mostrata senza far sentire la propria voce, cadrà del tutto in disgrazia quando investirà tutti i soldi in un nuovo film che diventa un flop gigantesco. Nello stesso periodo Peppy è diventata una star del cinema (sonoro) ed è una delle poche in sala ad assistere alla proiezione del film di Valentin e nonostante il tempo trascorso non si è scordata di lui.

La bravura di Hazanavicius sceneggiatore è nel non aver irrigidito troppo la storia visto già il fatto dell’essere muto in tempi troppo moderni. Invece la bravura di Hazanavicius regista che lo ha portato a vincere l’Oscar sta nella credibilità con cui ha trasposto il film. Se lo proiettavano ad un pubblico esperto convinto che fosse un film degli anni ’20 ci sarebbero cascati? Io credo di si e anche se non sono espertissimo in materia penso abbia mantenuto i canovacci dell’epoca, già a partire dalle inquadrature abbastanza fisse che compiono brevi movimenti e piani americani molto frequenti fino alle recitazioni calcatissime dei bravissimi attori. La fotografia era una parte fondamentale e Guillaume Schiffman l’ha perfettamente dipinta come si faceva un tempo, per non parlare della meravigliosa colonna sonora di Ludovic Bource premiato con l’Oscar il cui motivetto principale è strausato (giustamente) durante il film.

Il film è stato un successo di pubblico e critica, quasi tutti quelli che lo hanno visto lo hanno amato (sono passati 2 mesi dall’uscita nelle sale) anche se non ha fatto grandissimi incassi ma visto il prodotto sono ottimi con gli 80 milioni di dollari in tutto il mondo (quasi metà solo in Francia) anche grazie alla spinta distribuzionale di Harvey Weinstein. Oltre ai 5 Oscar accaparrati The Artist ha vinto anche i più prestigioni premi di ogni festival a dimostrare che non è un caso il fatto di stare ancora qui a parlarne dopo 2 mesi dall’uscita. A cominciare dal premio per la miglior intepretazione maschile al Festival di Cannes (ma battuto da The Tree of Life per la Palma D’Oro al quale ha ora restituito il favore) si è aggiudicato 3 Golden Globe tra cui miglior film e attore, 7 premi BAFTA tra cui miglior film, regia e attore, 6 premi Cèsar tra cui miglior film, regia e attrice, risulta tra i 10 migliori film dell’anno per la National Board of Review, la media del 97% nel sito di critica rottentomatoes.com, 4 premi agli Indipendent Spirit Award tra cui miglior film, regia e attore più decine di altri premi di associazioni, festival o società.

ScappoTheArtistDammit

 

Un video per gli snobbati agli Oscar

Video potente e bello grazie alla musica accompagnatrice di Michael Giacchino tratta da Super 8 e ovviamente snobbata agli Oscar.
Tra i film del video ci sono i già citati Shame, Millennium, J.Edgar, Drive, Tintin, Warrior, ma anche altri titoli indirizzati per certe categorie come E Ora Parliamo di Kevin per la struggente Tilda Swinton o i vari Red State, 50/50, Hannah, Marta Marcy May Marlene, Take Shelter, Harry Potter e il documentario Senna.

Enjoy!

 

 

 

L’Oscar del 2012 è muto. Vince The Artist!

Non succedeva dai tempi di Wings, ovvero dalla primissima edizione degli Oscar datata 1929 che non vinceva un film muto!

La serata ha riservato qualche sorpresa ma in linea massima è andata come doveva andare con il film francese che ha conquistato le statuette più importanti, riuscendo ad aggiudicarsene 5, oltre a Miglior film anche alla regia perfetta di Hazanavicius che ha studiato ogni particolare del cinema muto nella biblioteca di Parigi, ma anche come miglior attore al buffo Jean Dujardin (abbastanza teso durante il gala) rimasto in ballo fino all’ultimo con Clooney, miglior colonna sonora e migliori costumi. Stesso numero di Oscar (5) per Hugo Cabret ma in categorie inferiori anche se un po’ a sorpresa, su tutte la fotografia (era favorito The Tree of Life) e gli effetti speciali dove c’erano grandi contendenti, più il meritatissimo Oscar per le scenografie a Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo che portano un po’ di orgoglio nazionale e un forte messaggio della donna: “This is for Martin and for Italy!”. Conclude con i minori miglior sonoro e montaggio sonoro.

Addirittura al terzo posto per numero di vittorie c’è The Iron Lady che si porta a casa 2 Oscar su 2 grazie all’intramontabile Maryl Streep e il suo truccatore che la segue e “trasforma” da più di 30 anni, meritatissimi premi per un film non proprio riuscito. 3° Oscar in carriera per la Streep.
Chiudono i premi 8 film con 1 Oscar a testa:
Paradiso Amaro per la favolosa sceneggiatura adattata di Alexander Payne,
Millennium – Uomini che Odiano le Donne per il montaggio che non lascia respiro,
Midnight In Paris per la sceneggiatura originale di perfetto stampo alleniano,
The Help per la straripante ma commossa Octavia Spencer come attrice non protagonista che batte l’altra candidata Jessica Chastain,
Beginners per il non protagonista Christopher Plummer che diventa il più anziano vincitore di un Oscar,
l’iraniano Una Separazione eccelle secondo copione tra i film stranieri,
Rango che vince meritatamente come miglior film animato
e infine I Muppet per un’insulsa categoria di miglior canzone che lo vedeva opposto solo a Rio.

A quota zero quindi rimangono L’Arte di Vincere di Bennett Miller dalla grande sceneggiatura e interpretazioni di Pitt e Hill nonostante le 6 nomination, War Horse di Spielberg auspicabile outsider anch’esso con 6 candidature, The Tree of Life rimasto però quasi derubato dalla fotografia candida e al naturale di Lubezki, Albert Nobbs con Glenn Close battuta in recitazione e trucco dalla Streep e perdente anche nella categoria di attrice non protagonista con la buona Janet McTeer ed infine La Talpa con tre categorie a vuoto.

Come miglior documentario a sorpresissima perde Pina a discapito dell’americanissimo Undefeated, storia di una perdente squadra di football americano che incomincia a macinare vittorie. Il miglior corto documentario va a Saving Face, racconto di donne pakistane che perdono la dignità e il viso per colpa degli acidi ma cercano il riscatto grazie a persone pronte ad aiutarle. Il miglior corto è nordirlandese ed è per The Shore storia di due taglialegna divisi dai propri ideali. Peccato per l’occasione sfumata di vincere il 2° Oscar italiano della serata con Enrico Casarosa e il suo cortometraggio d’animazione prodotta in casa Pixar, La Luna, a discapito del formidabile The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore.

ScappoDammit

Miglior Film
“The Artist” Thomas Langmann, Producer
“The Descendants” Jim Burke, Alexander Payne and Jim Taylor, Producers
“Extremely Loud & Incredibly Close” Scott Rudin, Producer
“The Help” Brunson Green, Chris Columbus and Michael Barnathan, Producers
“Hugo” Graham King and Martin Scorsese, Producers
“Midnight in Paris” Letty Aronson and Stephen Tenenbaum, Producers
“Moneyball” Michael De Luca, Rachael Horovitz and Brad Pitt, Producers
“The Tree of Life” Nominees to be determined
“War Horse” Steven Spielberg and Kathleen Kennedy, Producers

Miglior Attore Protagonista
Demián Bichir in “A Better Life”
George Clooney in “The Descendants”
Jean Dujardin in “The Artist”
Gary Oldman in “Tinker Tailor Soldier Spy”
Brad Pitt in “Moneyball”

Miglior Attore non Protagonista
Kenneth Branagh in “My Week with Marilyn”
Jonah Hill in “Moneyball”
Nick Nolte in “Warrior”
Christopher Plummer in “Beginners”
Max von Sydow in “Extremely Loud & Incredibly Close”

Miglior Attrice Protagonista
Glenn Close in “Albert Nobbs”
Viola Davis in “The Help”
Rooney Mara in “The Girl with the Dragon Tattoo”
 Meryl Streep in “The Iron Lady”
Michelle Williams in “My Week with Marilyn”

Miglior Attrice non Protagonista
Bérénice Bejo in “The Artist”
Jessica Chastain in “The Help”
Melissa McCarthy in “Bridesmaids”
Janet McTeer in “Albert Nobbs”
Octavia Spencer in “The Help”

Miglior film d’animazione
“A Cat in Paris” Alain Gagnol and Jean-Loup Felicioli
“Chico & Rita” Fernando Trueba and Javier Mariscal
“Kung Fu Panda 2″ Jennifer Yuh Nelson
“Puss in Boots” Chris Miller
“Rango” Gore Verbinski

Miglior Regia
 ”The Artist” Michel Hazanavicius
“The Descendants” Alexander Payne
“Hugo” Martin Scorsese
“Midnight in Paris” Woody Allen
“The Tree of Life” Terrence Malick

Scenografia
“The Artist”
Production Design: Laurence Bennett; Set Decoration: Robert Gould
“Harry Potter and the Deathly Hallows Part 2″
Production Design: Stuart Craig; Set Decoration: Stephenie McMillan
“Hugo”
Production Design: Dante Ferretti; Set Decoration: Francesca Lo Schiavo
“Midnight in Paris”
Production Design: Anne Seibel; Set Decoration: Hélène Dubreuil
“War Horse”
Production Design: Rick Carter; Set Decoration: Lee Sandales

Fotografia
“The Artist” Guillaume Schiffman
“The Girl with the Dragon Tattoo” Jeff Cronenweth
 ”Hugo” Robert Richardson
“The Tree of Life” Emmanuel Lubezki
“War Horse” Janusz Kaminski

Costumi
“Anonymous” Lisy Christl
“The Artist” Mark Bridges
“Hugo” Sandy Powell
“Jane Eyre” Michael O’Connor
“W.E.” Arianne Phillips

Documentario
“Hell and Back Again”
Danfung Dennis and Mike Lerner
“If a Tree Falls: A Story of the Earth Liberation Front”
Marshall Curry and Sam Cullman
“Paradise Lost 3: Purgatory”
Charles Ferguson and Audrey Marrs
“Pina”
Wim Wenders and Gian-Piero Ringel
 ”Undefeated”
TJ Martin, Dan Lindsay and Richard Middlemas

Cortometraggio documentario
“The Barber of Birmingham: Foot Soldier of the Civil Rights Movement”
Robin Fryday and Gail Dolgin
“God Is the Bigger Elvis”
Rebecca Cammisa and Julie Anderson
“Incident in New Baghdad”
James Spione
“Saving Face”
Daniel Junge and Sharmeen Obaid-Chinoy

“The Tsunami and the Cherry Blossom”
Lucy Walker and Kira Carstensen

Montaggio
“The Artist” Anne-Sophie Bion and Michel Hazanavicius
“The Descendants” Kevin Tent
 ”The Girl with the Dragon Tattoo” Kirk Baxter and Angus Wall
“Hugo” Thelma Schoonmaker
“Moneyball” Christopher Tellefsen

Migliore Sceneggiatura originale
“The Artist” Written by Michel Hazanavicius
“Bridesmaids” Written by Annie Mumolo & Kristen Wiig
“Margin Call” Written by J.C. Chandor
“Midnight in Paris” Written by Woody Allen
“A Separation” Written by Asghar Farhadi

Miglior Sceneggiatura non originale
  “The Descendants” Screenplay by Alexander Payne and Nat Faxon & Jim Rash
“Hugo” Screenplay by John Logan
“The Ides of March” Screenplay by George Clooney & Grant Heslov and Beau Willimon
“Moneyball” Screenplay by Steven Zaillian and Aaron Sorkin  Story by Stan Chervin
“Tinker Tailor Soldier Spy” Screenplay by Bridget O’Connor & Peter Straughan

Miglior film straniero
“Bullhead” Belgio
“Footnote” Israele
“In Darkness” Polonia
“Monsieur Lazhar” Canada
“A Separation” Iran

Trucco
“Albert Nobbs”
Martial Corneville, Lynn Johnston and Matthew W. Mungle
“Harry Potter and the Deathly Hallows Part 2″
Edouard F. Henriques, Gregory Funk and Yolanda Toussieng
“The Iron Lady”
Mark Coulier and J. Roy Helland

Effetti speciali visivi
“Harry Potter and the Deathly Hallows Part 2″
Tim Burke, David Vickery, Greg Butler and John Richardson
“Hugo”
Rob Legato, Joss Williams, Ben Grossman and Alex Henning

“Real Steel”
Erik Nash, John Rosengrant, Dan Taylor and Swen Gillberg
“Rise of the Planet of the Apes”
Joe Letteri, Dan Lemmon, R. Christopher White and Daniel Barrett
“Transformers: Dark of the Moon”
Scott Farrar, Scott Benza, Matthew Butler and John Frazier

Montaggio del suono
“Drive” Lon Bender and Victor Ray Ennis
“The Girl with the Dragon Tattoo” Ren Klyce
 ”Hugo” Philip Stockton and Eugene Gearty
“Transformers: Dark of the Moon” Ethan Van der Ryn and Erik Aadahl
“War Horse” Richard Hymns and Gary Rydstrom

Effetti sonori
“The Girl with the Dragon Tattoo”
David Parker, Michael Semanick, Ren Klyce and Bo Persson
“Hugo”
Tom Fleischman and John Midgley

“Moneyball”
Deb Adair, Ron Bochar, Dave Giammarco and Ed Novick
“Transformers: Dark of the Moon”
Greg P. Russell, Gary Summers, Jeffrey J. Haboush and Peter J. Devlin
“War Horse”
Gary Rydstrom, Andy Nelson, Tom Johnson and Stuart Wilson

Colonna sonora
“The Adventures of Tintin” John Williams
“The Artist” Ludovic Bource
“Hugo” Howard Shore
“Tinker Tailor Soldier Spy” Alberto Iglesias
“War Horse” John Williams

Canzone
“Man or Muppet” from “The Muppets” Music and Lyric by Bret McKenzie
“Real in Rio” from “Rio” Music by Sergio Mendes and Carlinhos Brown Lyric by Siedah Garrett

Cortometraggio d’animazione
“Dimanche/Sunday” Patrick Doyon
“The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore” William Joyce and Brandon Oldenburg
“La Luna” Enrico Casarosa
“A Morning Stroll” Grant Orchard and Sue Goffe
“Wild Life” Amanda Forbis and Wendy Tilby

Cortometraggio
“Pentecost” Peter McDonald and Eimear O’Kane
“Raju” Max Zähle and Stefan Gieren
“The Shore” Terry George and Oorlagh George
“Time Freak” Andrew Bowler and Gigi Causey
“Tuba Atlantic” Hallvar Witzø

Quasi amici

Devo ammetterlo, non sapevo dell’esistenza di questo film se non fosse per la mia ragazza che ha voluto vederlo, così in uno svogliato Sabato vado al cinema e mi accingo a vedere (senza nessuna informazione a riguardo) Quasi amici. Il film, ispirato alla storia vera di Philippe Pozzo di Borgo tetraplegico dal 1993, ed il suo rapporto con Yasmin Abdel Sellou suo aiuto domestico, parla appunto dell’improbabile amicizia che sorge fra Philippe ricco tetraplegico e Driss, un giovane delinquente di origine senegalese, il quale, per poter usufruire del sussidio, chiede una firma da parte di Philippe su un documento che dimostra che il ragazzo nonostante i suoi sforzi non riesce a trovare lavoro. Ma sarà proprio la sua sfrontataggine a farlo assumere come badante dell’uomo.


Il film è una geniale commedia scritta e diretta da Olivier Nakache e Éric Toledano.

In sole nove settimane dopo la sua uscita in Francia, avvenuta il 2 novembre 2011, è diventato il secondo film di maggior successo francese di tutti i tempi (in numero di spettatori) al botteghino francese, dietro il film del 2008 Giù al nord.

La coppia improbabile si rivela estremamente azzeccata, dimostrandoci, sempre con grande ironia, come non siano le grandi diversità che corrono tra le persone a dividerci.

Il film, oltre a 8 candidature al prestigioso premio Cèsar, ha portato a casa il premio come miglior attore per Omar Sy.

Un film per il quale sono dispiaciuto di non averlo proiettato allo Snaporaz.

Vi lascio come sempre con il trailer del film, buon cinema a tutti!

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