Toby Dammit

Block-notes di un cineclub indipendente

CINEMA INDIPENDENTE – Catfish, Monsters e Four Lions: le recensioni

Lo so, sarebbe meglio recensire film nelle nostre sale invece di questi film che immagino non conosce nessuno. Però, dato che sono usciti qualche mese fa nelle sale di mezzo mondo e con ottime recensioni (tutti e 3), mentre da noi no, hanno attirato la mia attenzione e in un paio di giorni me li sono recuperati. E’ anche un modo per finire il discorso di film indipendenti iniziato con District 9 e Skyline, questa volta con casi ancora più eclatanti.

Non sono 3 titoli scelti a caso, ma 3 prodotti indipendenti(ssimi) realizzati da registi e attori alle prime armi, con pochissimi soldi di budget ma forti idee alla base.

Sperando che escano presto nel nostro paese, anche perchè Monsters VA’ visto al cinema, provo a recensirli brevemente.



CATFISH è un documentario o falso documentario(in base alla verità delle vicende raccontate, ancora nel mistero del dubbio). I realizzatori/attori/registi sono 3 ragazzi che girano un documentario su uno di loro, Yaniv, un giovane fotografo che pubblica le proprie foto su una rivista che gli dona notorietà. Riceve complimenti e messaggi dai suoi fans sul suo profilo di Facebook, ma soprattutto gli vengono recapitati sempre più spesso a casa dei regali fatti da una sua ammiratrice, una bambina di 8 anni, che dipinge quadri tali e quali le sue foto pubblicate sul giornale.In breve i due iniziano a chattarsi, tanto che Yaniv si affeziona ed entra in contatto telefonico con la madre e la sorella più grande. Ma un giorno assieme a suo fratello scopre dei dettagli un po’ scomodi e iniziano ad indagare sulla famiglia.

Girato interamente con telecamera a mano in stile falso documentario (o vero, perchè i realizzatori sostengono che le vicende siano reali) tiene incollati fino al finale sorprendente quanto triste (senza svelare troppo) che ci fa’ riflettere sulla società in cui viviamo.

Ha affascinato i critici al Sundance 2010, e ottenuto 3 milioni di dollari al botteghino nonostante le poche sale in cui è uscito. Una somma buona se guardiamo il fatto che ha avuto un budget praticamente inesistente. Recuperatelo!

 

 

MONSTERS è un film di fantascienza. Girato per lo più in Messico dall’ esordiente inglese Gareth Edward assieme alla sua troupe di una decina di persone, tra fiumi, foresta e città abbandonate. Ci regala sensazioni di vuoto e malinconia e il bisogno di essere colmati con la civiltà, la famiglia, meta predestinata e agoniata dei due protagonisti; un lui e una lei che percorreranno insieme la Zona Infettata, una parte del Messico del Nord fino al confine con gli Stati Uniti infestata da creature aliene grandi quanto palazzi, come una sorta di Jurassic Park/Guerra dei Mondi. Lui là per fotografare i “mostri”, lei per studiarli, tutti e due in cerca di qualcosa che non hanno, alla fine le creature sono di sottofondo e usate come pretesto.

Il film funziona benissimo, soprattutto se si pensa che sono stati utilizzati solamente 500.000 $ per realizzare un prodotto di fantascienza, con effetti speciali realizzati in casa. Anche questa pellicola ha guadagnato solamente 3 milioni, ma ha già proiettato il regista verso Hollywood per dirigere un remake di Godzilla.

 

 

FOUR LIONS è una black comedy inglese girata in stile documentario incentrata sulle peripezie di alcuni musulmani britannici che vogliono raggiungere la notorietà tramite il terrorismo. Omar, il capogruppo di questi improbabili e demenziali individui decide di farsi arruolare in patria come mujhaidin e portare il verbo ai compagni, mentre invece riuscirà solo a farsi mandare a casa prima del tempo. Allora il gruppo cerca di pianificare un attentato con bombe ed esplosivi per lasciare il segno, senza un vero motivo, semplicemente perchè il capo dice così, Allah lo dice, e gli stupidi della compagnia ascoltano e fanno. Nel proseguio i rapporti si slegheranno e ognuno con il suo pensiero interpreterà la propria “fine” a modo suo in un finale scoppiettante.

Il regista, Chris Morris, al debutto cinematografico, ma già autore di opere televisive e radiofoniche e attivissimo nel panorama britannico, ha studiato per 3 anni i comportamenti e abitudini di musulmani e jihadisti, soprattutto tra quelli emigrati in Inghilterra, chiedendo un’opinione sullo script anche ad un noto terrorista rinchiuso a Guantanamo Bay, il quale rispose con entusiasmo che non c’era nulla di offensivo, anzi, era di ottimo umorismo.

Tra gag geniali e irriverenti (scomode per alcuni), ci troviamo davanti a un film più unico che raro. La satira sul terrorismo fatta senza volgarità è rarissima e qui riesce particolarmente bene. Sembra di essere in una sit-com, un saturday night live molto english e poco american.

ScappoDammit

 

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