Toby Dammit

Block-notes di un cineclub indipendente

LO STRAVAGANTE MONDO DI GREENBERG: la recensione

Roger Greenberg è un quarantenne che convive con dei disturbi mentali e nella sua vita ancora non ha combinato nulla o quasi per colpa del suo carattere irruento e senza filtri. Roger, tornato a Los Angeles, la sua città d’origine, si stabilisce per più di un mese a casa del fratello che assieme a moglie e figli è partito per il Vietnam per aprire un ristorante. Nella bella villetta Roger si dedicherà ad aggiustare alcune cose di casa, essendo un’appassionato costruttore di cose, e conoscerà la tuttofare di famiglia, Florence, disinibita 25enne con cui avrà più flirt. Avendo molto tempo a disposizione Roger accudisce Mahler, il cane di famiglia, e organizza una rimpatriata del liceo tra cui l’ex fidanzata e vecchi compagni di band con i quali Roger aveva avuto un’offerta discografica importante ma lui rifiutò guidato dalla sua solita testardaggine. Intanto la figura di Florence diventa sempre più importante per Roger che comunque non vuole una storia seria, non vuole un lavoro, non vuole niente, solo essere libero.

Noah Baumbah, regista di Il Calamaro e La Balena e Il Matrimonio di Mia Sorella, oltre che sceneggiatore di Wes Anderson in Fantastic Mr. Fox, dirige un film gradevole di un breve lasso di storia ma intenso, senza darne alcuna pesantezza. Tratta di temi come i disturbi mentali, le vecchie amicizie e gli amori folli in modo molto disinibito, senza filtri tra la parola e la visione, come il suo personaggio principale perfettamente impersonato da Ben Stiller. La pacata fotografia, fatta quasi di luce naturale, le inquadrature fisse e minimali ne fanno un esempio di cinema indipendente e calmo che punta dritto all’empatia per realisticità e semplicità.

Come detto Ben Stiller si distingue con lode al di fuori di un ruolo comico, daltronde il suo viso è uno dei più malinconici di Hollywood, che traspare sempre un che di incompresione e solitudine. Incarna in modo “fastidioso” il ruolo di colui che ascolta solo se stesso e ribatte tutto ciò cui viene detto. Molto brava la spalla amorosa, la giovane Greta Gerwig (Amici, Amanti e…) trasandata, sciupata (rispetto l’età) e unica a capire Greenberg. L’inglese Rhys Ifans (I Love Radio Rock) è il vecchio amico di Greenberg e il più sciupato dei 3, in riabilitazione da droga e in clima riappacificatorio con la ex compagna dalla quale ha una figlia. Anche lui darà ottimi consigli all’ingenuo Roger e gli metterà la testa sulle spalle solo dopo avergli ripetuto per l’ennesima volta di avergli cambiato la vita quando rifiutò il contratto discografico e chissà in quel momento dove potevano essere se non avesse fatto di testa sua.

E’ stato considerato uno dei migliori film indipendenti della stagione cinematografica ed assomiglia per ritmi, toni e inquadrature al recente Cyrus con Marisa Tomei e John C. Reilly.Greenberg è passato inosservato in tutto il mondo a causa di una brutta sponsorizzazione e pessima distribuzione, ma resta comunque un film gradevole. Fu presentato alla Berlinale 2010 ed arriva in Italia dopo 1 anno dall’uscita americana.

ScappoDammit

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