Toby Dammit

Block-notes di un cineclub indipendente

CANNES 2011: verso la Palma D’Oro

Oggi si termineranno le proiezioni dei film in concorso che potranno ambire alla Palma D’Oro, la quale verrà consegnata domani dal presidente di giuria Robert De Niro.

Applausi e buonissimi consensi per la pellicola del finlandese Aki Kaurismaki con il suo Le Havre, storia di un immigrato accolto nella bella città portuale del titolo. Pochi (solo i francesi) hanno applaudito le gesta del connazionale Pater commedia che racconta di un’ipotetica gara politica. E’ piaciuto molto anche Melancholia di Lars von Trier, non fosse che a rovinare tutto arrivino puntuali le freddure del regista danese riguardo le sue origini tedesche e la conseguente espulsione (sbagliatissima) dal concorso. Hanezu della giapponese Naomi Kawase è un racconto su un paese rurale del Giappone alla ricerca delle radici che sembra aver perduto. Il ritorno di Almodòvar con un thriller è stato tra i più attesi ma non ha soddisfatto proprio tutti con il suo nuovo stile in La Piel Que Habito, mentre Takashi Miike regista di Yattaman dalla media di 2 film all’anno ha presentato Ichimei (Hara Kiri: Death Of A Samurai) non rispetta le attese con un film poco costante rispetto le sue potenzialita, mentre da noi uscirà tra pochi giorni il suo precedente film, 13 Assassini. Grandi applausi, ovazioni e ottime critiche per Paolo Sorrentino (al primo film in lingua inglese) e Sean Penn per il road movie This Must Be The Place, dove Sean Penn è una ex rock star che si mette alla ricerca di un nazista per vendicare il padre defunto. Ottima anche la prima di Drive, del tarantiniano danese Niclas Winding Refn dopo la trilogia di Pusher e Bronson anche lui dirige per la prima volta un film in inglese con protagonista un Ryan Gosling in versione pilota stuntman. Oggi, ultimo giorno dei film in concorso, è stato segnato dalla convenzionalità del buon Radu Mihaileanu nel suo La Source Des Femmes, racconto dell’universo femminile in un piccolo paese medio orientale e di un omicidio nelle steppe turche dell’ interessante Once Upon A Time In Anatolia del regista de Le Tre ScimmieNuri Bilge Ceylan.

Vedremo domani chi premieranno De Niro e il resto della giuria composta da Uma Thurman, Jonnie To, Jude Law e Olivier Assays . Sembra comunque che dalle recensioni e i pareri generali possa essere una lotta a 5 tra questi titoli: The Tree of Life di Malick, This Must Be The Place di Sorrentino, Le Havre di Kaurismaki, The Artist di Hazanavicius e Once Upon A Time In Anatolia di Ceylan. Meno probabili le vittorie di Il Ragazzo Con La Bicicletta, Drive e Habemus Papam anche se applauditissimi e omaggiati dalla maggior parte dei critici nonchè dal pubblico.

Mentre nel campo attori sembrano pochi i contendenti a miglior attore. I favoriti sono Sean Penn nei panni della decadente rock star nel road movie di Sorrentino, Michel Piccoli nel ruolo del Papa rinunciatario nel film di Moretti e Jean Dujardin nel ruolo dell’attore muto nel bianco e nero di The Artist, senza scordare Ryan Gosling in Drive. Tra le migliori attrici il campo scelta è più vasto ma le più probabili ed epplaudite sono state Cecile de France per il ruolo in Il Ragazzo Con La Bicicletta, Emily Browning prostituta senza pudore in Sleeping Beauty, Tilda Swinton fredda madre in We Need To Talk About Kevin o Kirsten Dunst in Melancholia.

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