DeNiro presidente della Giuria assieme agli attori premiati
La 64^ edizione del festival più importante del mondo si è concluso con la vittoria (sicuramente) meritata dell’attesissimo film di Terrence Malick (che ovviamente non si è presentato), The Tree Of Life. La pellicola vera e propria icona di questo festival è stata osannata e criticata, ma alla fine ha avuto la meglio su tutti, anche sulle tante pellicole di alto livello presenti in concorso, specie sull’altrettando applaudito e rivoluzionariamente innovativo Drive di Refn che comunque si è aggiudicato il premio per la Miglior Regia sperando sia un trampolino di lancio per un regista molto interessante, a Le Havre di Kaurismaki adorato dai critici di mezzo mondo che si è aggiudicato il premioFIPRESCI dei critici appunto, a Il Ragazzo con la Bicicletta dei Dardenne e Once Upon a Time in Anatolia di Ceylan che si sono aggiudicati ex aequo il Grand Prix della Giuria, il premio più importante dopo la Palma d’Oro per due (anzi tre) registi tra i più premiati nella storia del festival. Malick ha avuto la meglio anche su film gettonati come il muto The Artist, Melancholia di Lars von Trier e di This Must Be The Place del nostro Sorrentino, che è uscito a mani vuote a differenza degli ultimi due che si sono aggiudicati i premi per le miglior interpretazioni: Kirsten Dunst nel film di von Trier e Jean Dojardin nel muto di Hazanavicius. Altri due film applauditi hanno vinto due premi importanti: Footnote per la miglior sceneggiatura e Polisseil Premio della Giuria.
Ceylan e i fratelli Dardenne premiati ex aequo con il Grand Prix della Giuria
Palma d’Oro: The Tree of Life
Grand Prix: ex aequo Il Ragazzo con la Bicicletta e Once Upon a Time in Anatolia
Migliore attore: Jean Dojardin (The Artist)
Migliore attrice: Kirsten Dunst (Melancholia)
Miglior sceneggiatura: Hearat Shulayim, Joseph Cedar (Footnote)
Miglior regista: Nicolas Winding Refn (Drive)
Premio della Giuria: Polisse
Camera d’Or (miglior regista esordiente): Las Acacias (Pablo Giorgelli)
Palma d’Oro al cortometraggio: Cross Country
Premio FIPRESCI (conferito dai critici): Le Havre di Aki Kaurismaki
Nicolas W. Refn miglior regista del festival con Drive
Purtroppo, come detto, niente da fare per i due comunque ottimi film italiani. Se Sorrentino si può dire insoddisfatto di non aver centrato neanche un premio minore (che conquistò 3 anni fa con Il Divo) eccetto quello della Giuria Ecumenica, Habemus Papam puntava sulla solida interpretazione di Michel Piccoli che evidentemente non ha colpito la giuria quanto quella di Dojardin. Sorpresa piacevole invece il premio per la “melanconica” Kirsten Dunst che nonostante le polemiche al regista del film ha vinto un premio per lei ambitissimo.
Inoltre nella sezione Un Certain Regard a dispetto dei pronostici e i molti elogi non ha vinto Gus Van Sant con Restless, ma il coreano Kim Ki-Duk con Arirang, documenario sulla sofferenza personale del regista, ex aequo con il tedesco Stopped On Track di Andreas Dresen.
Scappo ci facciamo ‘sti 50 km per andar a vedere Malick? nelle Marche il cinema più vicino è ad Ancona, in romagna tocca arrivar a Cesena;
fanculo a O1 per non averci dato il film e fanculo alle multisale per programmare solo i Pirati
Scappo ci facciamo ‘sti 50 km per andar a vedere Malick? nelle Marche il cinema più vicino è ad Ancona, in romagna tocca arrivar a Cesena;
fanculo a O1 per non averci dato il film e fanculo alle multisale per programmare solo i Pirati
Ci sto di brutto!!
Decidi te dove per me è uguale basta vederlo!
Ma possibile che non distribuiscano altre copie dopo la Palma d’Oro?