SPECIALE OSCAR – Prima Parte

Eccoci qua a 4 giorni dalla 83^ edizione degli Oscar, in diretta domenica sera dal Kodak Theatre di Hollywood e presentato da James Franco e Anne Hathaway (che potete vedere in basso in un divertente spot); tra pronostici e favoriti personali, recensiremo le 10 pellicole in corsa per la statuetta di Miglior Film che sono anche in corsa per i premi principali tra cui attori, sceneggiature, fotografia e montaggio.

In questa prima parte troviamo la prima metà di pellicole,

The Social Network, Black Swan, Winter’s Bone, Toy Story 3 e The Fighter.

THE SOCIAL NETWORK

Mark Zuckerberg è un giovane ragazzo nerd che esce poco e non riesce ad affrontare il mondo fuori dalla sua camera di Harvard. E’ intelligente, ha ottimi voti, ma un carattere stranamente odioso lo porta alla solitudine. La ragazza lo ha appena mollato e il suo unico vero amico è Eduardo, giovane brillante di ricca famiglia. Mark è un asso nel farsi nemici, soprattutto nei confronti dei gemelli Winklevoss, due ragazzi palestrati, vincenti, ricchi e campioni di canottaggio – ovvero gli opposti di Zuckerberg – per il fatto di avergli rubato l’idea di un sito per incontri tra single. E’ stata questa insomma la chiave che ha fatto nascere un primordiale Facebook.

Tutte le vicende sono collegate bene tra loro grazie all’idea di raccontarle in flashback attraverso i colloqui legali tra i protagonisti e gli avvocati, quindi dialoghi che chiarificano le dinamiche che hanno portato alla creazione del sito e le volontà, i diritti e gli sbagli di ciascuno di loro anche per una più profonda comprensione introspettiva dei personaggi.

Brillante la colonna sonora di Trent Reznor e Atticus Ross, egregia nel tenersi ben allacciata al visivo nell’evolversi degli eventi. Il cast è affiatato e convincente, la sceneggiatura è ottima, soprattutto quando Mark padroneggia le conversazioni con uscite pungenti. Scene che non si scordano come la gara di canottaggio o la super-sfida tra nerd con lo scopo di craccare un programma mentre si ubriacano per il divertimento degli spettatori in delirio. Ed è così che Mark scelse i primi per collaborare a Facebook.

E’ partito come il grande favorito a questi Oscar raccogliendo 8 nomination, sorpassato da Il Grinta e Il Discorso del Re (il vero leader ora), punta al colpaccio, soprattutto David Fincher, andato vicino per anni. Oltre a Miglior Film e Regia, è nominato per Miglior Attore (Jesse Eisenberg), Sceneggiatura non Originale, Fotografia, Montaggio, Sonoro e Colonna Sonora di Reznor e Ross. Una piccola delusione, l’esclusione di Andrew Garfield come Attore non Protagonista.

IL CIGNO NERO – Black Swan

Darren Aronofsky a inizio carriera ha stilato una lista di storie da affrontare nei suoi film: una sulla vita di un lottatore e una sulla danza e le sue difficoltà. Dalla prima è nato The Wrestler, dalla seconda è nato Black Swan. Sono molte le cose in comune tra i due film soprattutto il racconto drammatico delle difficoltà dei suddetti mestieri, sia fisiche che mentali, e le magnifiche performance dei due protagonisti. E se Mickey Rourke è arrivato a un soffio dal vincere la statuetta, per Natalie Portman, fresca di Golden Globe, sembra una formalità diventare la prossima Miglior Attrice ad Hollywood. Una performance notevole, dovuta anche a vari mesi di allenamento, lei che aveva già fatto la ballerina; ma soprattutto è bello vedere quando scopre se stessa “sessualmente” e interiormente fino alla metamorfosi kafkiana e il ballo finale nel tanto aspirato ruolo di cigno bianco/nero nell’opera tchaijkovskijana Il Lago dei Cigni.

La cosa bella sono anche i toni dark da thriller di serie A (nonostante la fotografia candida, viene da pensare a Shining), le visioni/non visioni, gli sdoppiamenti, i conflitti e la lotta con il proprio cigno nero, una Mila Kunis adorabilmente odiabile e bellissima, con cui Natalie recita in una scena memorabile, vediamo se indovinate qual’è?

5 Nomination, una per la Portman protagonista, una per la Kunis non protagonista, per la fotografia, per il film e per la regia di Aronoksky (prima volta) unico vero insidiatore delle strapotenze The Social Network e Il Discorso del Re.

UN GELIDO INVERNO – Winter’s Bone

Ree potrebbe essere tante cose, una donna in carriera, una madre premurosa…. invece è solo una ragazzina di 17 anni che accudisce da sola i fratellini con una madre malata e il padre in galera; studia e mantiene da sola la casa nel bel mezzo delle colline del Missouri, dove abitano solo vecchi cowboy.

Anche se non vive una vita facile la ragazza ha trovato una sua stabilità e i suoi fratellini la adorano. Le cose cambieranno quando Ree viene a sapere che le porteranno via la casa se il padre, appena uscito di galera proprio grazie all’ipoteca sulla casa, non si presenterà in tribunale. A quel punto Ree intraprende un vero e proprio viaggio per trovarlo in tempo.

Il Gelido Inverno del titolo (che in originale significa Il gelo nelle ossa) si percepisce già dai primi minuti grazie alla splendida fotografia sull’azzurro che fa da velo nelle suggestive immagini e nei volti della struggente Jennifer Lawrence, appena ventenne e lanciatissima al successo, che interpreta la forte Ree, un gran personaggio che vuole solo vivere come può e non lascerà che niente e nessuno le porterà via la propria casa.

Il film vincitore del Sundance 2010 e dello scorso Torino Film Festival, ha 4 nomination all’Oscar (Film, Attrice, Attore non protagonista e Sceneggiatura non originale) che sembrano difficili da concretizzare, anche se la Lawrence era favorita tempo fa come Miglior Attrice, ora può solo che battere la Portman, con scarse possibilità. Per me resta comunque la vincitrice dell’ Oscar per la miglior promessa.

TOY STORY 3

L’unico film d’animazione in corsa per vincere la statuetta per il Miglior Film conferma la genialità della Pixar che per il secondo anno ha una pellicola nella decina (avrebbe avuto anche Wall-E e Ratatouille se ci fosse stata la decina da prima).

Sebbene ogni sequel non raggiunga mai i livelli del primo o dei primi episodi, questo capitolo riprende e aggiunge, come giusto, qualcosa di nuovo e resta al passo con i tempi. Un miracolo della cinematografia, un’opera che fa ridere e commuovere, fatta come sempre di fughe da casa e divertenti escamotage di risoluzione, con Woody e Buzz che non deludono mai. Questa volta a fare da cattivo c’è un orsetto di peluche rosa, capo dei giocattoli di un asilo nido dove si ritroveranno a combattere i nostri protagonisti.

Nella decina per il Miglior Film parte decisamente da outsider, ciò non toglie niente al suo valore, ma la statuetta come Miglior Film d’Animazione può solo che perderla. In corsa anche per Sceneggiatura Non Originale, Montaggio Sonoro e Miglior Canzone.

THE FIGHTER

C’è da dire subito che se uno vuole intraprendere la carriera di attore deve assolutamente guardarsi questo film. Non ci vuole un genio per capire che qui si fa sul serio e gli attori sono entrati in simbiosi perfetta tra loro creando momenti cinematografici bellissimi.

Come hanno già detto in molti non è il solito film hollywoodiano sul pugilato, ma un racconto famigliare di quelli non semplici ma funzionali al cinema.

Mikey (Mark Wahlberg) è un pugile trentenne che cerca la scossa per fare il salto di qualità nei ring che contano, di certo impossibile da fare restando rinchiuso nella sua cittadina, allenato dal fratello tossico (Christian Bale) che di buono ha lasciato solo un ricordo di un KO ai danni dello storico Sugar Ray Leonard e in costante problemi con la legge. La svolta arriva quando incontra Alice (Amy Adams) una barista tosta che cercherà di far emergere Mikey e portarlo fuori da casa e dalle grinfie del fratello. Ma la madre dei due pugili (Melissa Leo), nonchè loro manager, si opporrà e farà di tutto per far restare il figlio assieme al fratello.

Le 7 nomination premiano come pronosticato gli attori: Bale, Adams e la Leo, queste ultime in lotta tra di loro per la statuetta di Attrici non protagoniste. Oltre alla nomination per Miglior Film, anche per il regista David O. Russel (al quale va il merito di aver diretto perfettamente gli attori), per la buona sceneggiatura e per il montaggio.

Scappo’TheOscars’Dammit

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2 thoughts on “SPECIALE OSCAR – Prima Parte

  1. Pingback: Riflessioni sul cinema del 2012. I 10 migliori film dell’anno: | Toby Dammit

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