[Future Film Festival] ARRUGAS (WRINKLES): la recensione

Ha un titolo spagnolo e uno inglese Arrugas di Ignacio Ferreras. O forse è meglio attribuirlo a Paco Roca, il fumettista che ha scritto e disegnato la storia dall’omonimo titolo. Speriamo che le rughe possano avere presto anche il loro titolo italiano perchè il film in concorso visto al Future Film Festival è sorprendente e delizioso, sicuramentre tra i migliori film d’animazione della storia. Ha già vinto come migliore film d’animazione e miglior sceneggiatura adattata agli Oscar spagnoli ed è stato in lizza per quelli hollywoodiani, raccogliendo l’eredità del buon Chico & Rita ma addirittura con parecchio potenziale in più.

Emilio ha la stessa sensazione di smarrimento del primo giorno di scuola quando entra per la prima volta nell’ospizio accompagnato dal figlio. La sua nuova casa è un complesso accogliente ma essenzialmente morto, piatto, anche perchè l’anziano ha più forze rispetto agli altri degenti che necessitano continuamente di cure, dormono ore nella sala ricreazione e vanno a letto il prima possibile. Per sua fortuna il compagno di stanza è un’avvincente anziano di nome Miguel che gli spiega come vanno le cose all’interno della casa di riposo e appena può spilla soldi ai più anziani con vuoti di memoria. Miguel tiene attivo il nuovo arrivato ma la malinconia di casa e dei parenti che lo hanno abbandonato non può lasciarlo da un momento all’altro e passa giornate incolori assieme ai coetanei mentre inspiegabilmente inizia a ripetere le stesse cose più volte e dimentica i significati di alcune parole.

La vera scommessa era come poter trattare un’argomento potenzialmente pesante e la risposta è stata la sensibilità e l’umorismo come chiave di lettura di questo mondo malinconico. Paco Roca ha evidenti conoscenze del tema che tratta, ci mostra personaggi indimenticabili, umili e soli, che però, ognuno con la sua malattia, ci sorride e ci fa sorridere, accompagnandoci nei loro cammini, soprattutto in quello terribile dell’ Alzheimer. Inizialmente viene mostrato con grande visionarietà nei personaggi secondari di un’anziana che si crede essere ancora sull’Orient Express e invece di vedere il cortile fuori dalla sua camera si immagina i paesaggi della carpazia, e di un anziano ormai soggiogato dalla malattia che non riesce a fare niente da solo e viene costantemente assistito dalla moglie alla quale rivolge l’unico gesto che riesce a compiere, sorridere dopo che lei gli sussurra qualcosa di segreto nell’orecchio.

La sceneggiatura è un grande esempio di copione, infatti li sta la grande forza del film. Pensiamo alle paure di Emilio e gli indizi sparsi qua e la sul suo stato che portano proprio in direzione della sua fobia più grande, il piano superiore dell’ospizio dove stanno i “matti”. A proposito di ciò è stata tolta per il mercato estero la scena iniziale (presente anche nel fumetto) che rivelerebbe un po’ troppo. Il merito di Paco Roca è evidente anche nel film che ha mantenuto la stessa storia (pochissimi e impercettibili cambiamenti) e gli stessi disegni, a volte anche lo stesso punto di vista della scena. Ma è molto ben curata l’animazione del film che aggiunge molto al fumetto; molto lenta, come i movimenti dei protagonisti e stacchi sempre al punto giusto per permettere di soffermarsi quanto serve sui personaggi. Insomma visto che in Italia non ha un’uscita certa vi consigliamo di recuperare il comic ormai cult presente in tutte le fumetterie. Poi se avremo fortuna lo potremo vedere anche in italiano, ma che bello lo spagnolo!

Lorenzo Scappini.

Sito Ufficiale – Blog Italiano di Paco Roca – Trailer
Scena sull’Orient ExpressScena Della PalestraScena della Pioggia

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5 thoughts on “[Future Film Festival] ARRUGAS (WRINKLES): la recensione

  1. Pingback: I vincitori del Future Film Festival 2012 « Toby Dammit

  2. Grazie è un piacere nostro!
    Il film è piaciuto tantissimo e ci piacerebbe promuoverlo, ci sono indiscrezioni sull’uscita italiana? Intanto ci piacerebbe anche mandare un’intervista per e-mail a Paco, è possibile tramite voi?

    Lorenzo 🙂

  3. Pingback: Riflessioni sul cinema del 2012. I 10 migliori film dell’anno: | Toby Dammit

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