TOP 10 MOVIES: Post-apocalittici

Mondi devastati da cataclismi o infezioni batteriologiche, scenari desolanti e desertici dominati da creature non umane. Le uniche cose che legano alla vita i protagonisti di queste storie sono lo spirito di sopravvivenza e le briciole di umanità rimaste nei loro animi.

Questo è un piccolo elenco che riassume il genere del post-apocalittico nel suo essenziale più completo, un incentivo per vederli o rivederli e confrontarli tra loro. Il genere proposto è meno banale di quel che sembra e non molti film sono stati girati in perfetto tema, infatti non è da confondere con gli apocalittici (2012), gli astro catastrofici (Armageddon, Deep Impact) ed eco catastrofici (The Day After Tomorrow), sempre distruttivi ma che spesso si risolvono con una conclusione a favore dell’essere umano e comunque anche in caso contrario narrano gli eventi antecedenti alla distruzione, mentre il post apocalittico mostra proprio “cosa accadrebbe se” e ci mostra un mondo del tutto inimmaginabile che viene messo sotto sopra e ne vengono stravolte tutte le leggi.

  1. – The Road
  2. – I Figli degli Uomini
  3. – 1997: Fuga da New York
  4. – Codice: Genesi
  5. – La Terra dei Morti Viventi
  6. – Io Sono Leggenda
  7. – Nausicaa della Valle del Vento
  8. – 28 Giorni Dopo
  9. – L’Ultimo Uomo della Terra (1964)
  10. – Interceptor  (Mad Max)

Oltre ai magnifici 10 non vanno scordate serie come La Fuga di Logan su un gruppo di superstiti ad una bomba nucleare che sono costretti alla vita sotterranea o I Sopravissuti di un virus letale che ha graziato solo l’1% degli esseri umani, oppure i recenti The Walking Dead che si, è sui cari e vecchi zombie, ma propone scenari devastati e desolanti degni del genere, senza scordare Dead Set di un microcosmo zombesco all’interno del grande fratello e Falling Skies ambientato sulla terra 6 mesi dopo un’invasione aliena. Fanno parte in maniera meno esplicita ma non meno espressiva i film d’animazione WALL-E e 9.
Il tema è anche strausato e molto amato nei videogiochi, portando a volte ad approfondire in maniera esaustiva ciò che nei film non può per forza di cosa essere spiegato. I titoli più innovativi sono la serie di Fallout dove un mondo distrutto da un conflitto nucleare è costituito da leggi razziali e creature deformate e gli umani sono costretti a vivere in bunker chiamati Vault, il simile Rage, per ambientazioni e creature e per finire Metro 2033 tratto dal romanzo russo dove le persone riunite in clan si radunano per sopravvivere nel sottosuolo della metropolitana di Mosca. Ma a fine 2012 uscirà per PS3 un gioco che è già proiettato a divenire il massimo esempio del post apocalittico, l’anello mancante tra videoludico e cinema, The Last Of Us, costellato da creature disumane, umani predoni, sopravvivenza forzata e scenari fantastici ispirati proprio ai film sopra citati.

Lorenzo Scappini.

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Toby Dammit consiglia: NIRVANA di Gabriele Salvatores

Il meglio del cinema su YouTube, interi film visibili con un click, scelti e consigliati dalla redazione di Toby Dammit.

Oggi vi proponiamo Nirvana, film del 1997 prodotto e diretto da Gabriele Salvatores.
Coproduzione italo-francese con un cast internazionale, è un film di fantascienza con una trama cyberpunk che utilizza in modo massiccio effetti speciali generati al computer.
Malgrado le critiche non sempre positive, è stata la pellicola di maggiore successo commerciale del regista e probabilmente il film italiano di fantascienza che ha realizzato i maggiori incassi.

“Agglomerato del Nord” (un tentacolare scenario urbano), in un futuro non troppo lontano. A pochi giorni dall’uscita sul mercato di un nuovo videogioco chiamato Nirvana, l’unica copia in possesso di Jimi Dini, il programmatore del gioco, viene infettata da un virus. L’infezione ha un’unica singolare conseguenza: fa prendere coscienza della propria esistenza al personaggio principale del gioco, Solo.
L’uomo si mette in contatto con Jimi e chiede di rivelargli chi è in realtà. Il programmatore si vede quindi costretto a svelare la natura del povero Solo, che alla fine chiede soltanto di essere cancellato prima di venire copiato e venduto in tutto il mondo.

Il film è stato girato quasi interamente nel quartiere Portello di Milano, nei vecchi stabilimenti dell’Alfa Romeo, trasformati per l’occasione in un gigantesco set cinematografico. Le riprese iniziarono nell’aprile 1996 e si conclusero il 7 luglio 1996.
Il film conta l’appararizione in piccoli cameo di numerosi attori italiani. Si riconoscono tra gli altri Silvio Orlando, Paolo Rossi, Bebo Storti e Valerio Staffelli. La Dea Kali, adamitica icona pubblicitaria del videogioco creato da Jimi Dini e dello stesso film, è interpretata da una irriconoscibile Luisa Corna. [fonte wikipedia]

Buon cinema a tutti!


TYRANNOSAUR: la recensione in anteprima

Certo cinema anglosassone che riflette la realtà in maniera cruda e spietata non passa quasi mai le mura delle Midlands ma andrebbe promosso con più vigore e capillarità. E’ cinema importante che mostra al mondo esperienze di vita nel vero senso della parola. Molto difficile da digerire e solo per palati forti ma pieno di forza espressiva.

Joseph è un vedovo senza lavoro, con grossi problemi di alcol e violenza. Un vero bastardo che trae da ogni persona solo la parte peggiorie e meschina, passa le giornate a scazzottate nei bar o nei bordelli, massacra il proprio cane per sfogarsi e l’unico con cui può parlare senza rabbia è un bambino che abita davanti casa sua. Forse cresciuto in ambienti ostili e maneschi, molto comuni nell’ambiente inglese, Joseph finisce per caso o per volontà a nascondersi da tutti nel negozio di Hanna, una gentile donna che, impaurita, si avvicina a lui pregando e chiedendo aiuto a Dio. L’uomo schifato da tanta bontà se ne va lasciandola in lacrime, facendo anche presunzioni sul fatto che la donna non può avere figli. Lei, a primo impatto forte e felice, nasconde come può la sua terribile vita casalinga con un uomo che la maltratta e la violenta.

Dopo film analoghi che raccontano i disagi attuali della borghesia inglese come Fish Tank (dal punto di vista di un’adolescente) o dell’era Tatcher come This Is England (dal punto di vista di un bambino), Tyrannosaur approfondisce (dal punto di vista di un uomo di mezza età) le questioni problematiche di un ramo sociale anglosassone intriso di rabbia, odio e anche ottusità. La poetica e breve descrizione del personaggio sta nel titolo, Tirannosauro, il soprannome con cui Joseph chiamava ignorantemente la moglie malata di diabete e amante di dolci, perchè poteva contare il numero dei suoi pesanti passi mentre scendeva le scale. In verità è lui il tirannosauro, spietato e distruttivo. La amava, ma la odiava anche. E’ questo il complicato ritratto di un uomo pieno di contraddizioni che dice di non voler indietro la moglie defunta perchè sarebbe convinto di trattarla ancora come un cane, come quando era viva. Una cattiva persona, si dice da solo di essere.

Peter Mullan è bravvissimo, immenso, nell’impersonare Joseph. Teso come una freccia pronta per essere scoccata quando sente il figlio dei vicini, a cui è molto legato, venire maltrattato e allo stesso tempo protettivo ma sempre sul punto di esplodere con Hanna, la donna che in qualche modo lo salva come un angelo custode, per poi ricambiargli il favore. Incredibile performance anche per Olivia Colman, più credibile del vero a passare dalla solarità iniziale alla paura e l’odio espressivo sul suo volto, rigato di lacrime e non solo. Superlativa, come sempre, la prova di Eddie Marsam, caratterista coi fiocchi usato da decine e decine di registi, non sfigura nonostante le poche scene davanti agli immensi comprimari.

Il film opera prima di Paddy Considine che ha scritto anche la sceneggiatura, fino all’altro giorno attore per Shane Meadows e Jim Sheridan, ha vinto tantissimi premi per il miglior regista esordiente ai British Indipendent Film Awards, ai Satellite Award, ai premi BAFTA e soprattutto al Sundance 2011 a cui si sono aggiunti i premi speciali della giuria per le interpretazioni di Mullan e della Colman. Il fervido panorama cinematografico britannico è veramente da tenere d’occhio, ormai sforna almeno 3/4 piccoli capolavori all’anno da tempo, tra cui negli ultimi tempi Il Discorso del Re, Monsters, This Is England e Fish Tank appunto, ma anche Four Lions, Moon, An Education, Nowhere Boy e Control, senza contare i registi di spicco che continuano a sfornare tragicommedie casalinghe come Mike Leigh, Shane Meadows e Richard Curtis o quelli che hanno portato il loro cinema anche a Hollywood come Guy Ritchie e Danny Boyle. Quasi tutti lavori che prendono di mira la classe sociale media, analizzando e scomponendo i problemi, per arrivare quasi sempre alla soluzione, attraversando un percorso fatto di forti emozioni. Purtroppo questi lavori ancora stentano ad uscire in Italia.

Lorenzo Scappini.

Trama e trailer di Brave, il prossimo film Pixar

Merida è una giovane principessa scozzese figlia di Re Fergus e della Regina Elinor. Invece di partecipare ai riti e alle tradizioni del regno, care ai Signori del luogo (Lord MacGuffin, Lord MacIntosh e Lord Dingwall) e alla madre, preferisce dedicarsi alla sua abilità di infallibile arciera; rivolgendosi all’eccentrica Wise Woman affinché esaudisca il suo desiderio, scatena così una terribile maledizione e sarà costretta ad utilizzare tutto il proprio coraggio per riuscire a riportare la pace nel regno e a salvare i suoi stessi genitori.

Il film uscirà nelle sale statunitensi il 22 Giugno ed in quelle italiane il 5 Settembre. Prima del film verrà proiettato il cortometraggio La Luna, diretto dal genovese Enrico Casarosa.

La trama di DRIVEN il sequel di Drive

In America si sono già fissati l’appuntamento: il 3 Aprile. James Sallis farà uscire tra un mese il seguito del romanzo che lo ha reso celebre grazie anche al successone del film, scritto proprio sull’onda del successo della pellicola di Refn.
Noi Dammits lo abbiamo proiettato e amato, ne abbiamo parlato entusiasti con amici e colleghi tanto da idolatrarlo e personalmente lo posso definire quasi sicuramente uno dei miei 3 film preferiti assieme a IL CACCIATORE e IL PADRINO. E’ difficile che un film si imprima così velocemente nell’animo di chi lo guarda, spesso devono passare anni perchè diventi una perla personale, questo perchè li dobbiamo riguardare e riassaporare, ricordandoci odori e sensazioni della prima volta. Ma con Drive è stata una di quelle pochissime volte in cui il cinema ti sorprende e ti spiazza, un’amore a prima vista, poi ti spezza e ti ricuce. La seconda visione è avvenuta qualche giorno dopo. E poi la terza, la quarta e la quinta poco fa in bluray. Santissima alta definizione.

Parentesi finita, dicevo dell’uscita del libro che fa seguito a questa emozionante storia, ma come sempre la domanda che eccita e terrorizza è se possa mantenere il livello del primo film. Speriamo non sia una totale schifezza che ricopra il buon primo capitolo. In ogni caso se la storia verrà portata al cinema, per quanto mi riguarda, DOVRA‘ essere trasposta dalla coppia Gosling-Refn. Senza se e senza ma non si può cambiare protagonista ne stravolgerne lo stile, quindi la regia. Senza Ryan Gosling e Nicolas Refn non c’è Drive 2! In caso positivo ne sarei sicuramente soddisfatto, anche se sicuramente passerranno mesi o anni prima di avere novità – vista la sfilza di lavori che occupano le agende dei due, in questi giorni ancora insieme sul set di ONLY GOD FORGIVES – ma intanto aspettiamo con ansia il libro di Sallis. Ecco alcune novità sulla storia, direi alquanto interessanti:

Sono passati sette anni dallo scontro con Bernie Rose e i fugaci momenti passionali con Irene e il figlio Benicio. Driver (nel film non viene mai citato il suo nome, ma nel libro ha questo pseudonimo) lasciata la vecchia vita ora è diventato Paul West e vive a Phoenix, lontano dalla sua Los Angeles. Scopriremo perchè è diventato un uomo che si sveglia alle 3 di una fresca mattinata per scendere in un bar di Tijuana. Ora Drive ha una propria attività che frutta un bel business ma un giorno mentre cammina con la fidanzata per strada vengono attaccati da due uomini e viene uccisa la sua fidanzata. Driver, anzi Paul, decide di ritirarsi nell’anonimato, ma aiutato da due amici, Felix un ex gangster e Desert Storm un veterinario, decide di affrontare la situazione e il passato che lo perseguita.

Lorenzo Scappini –

Sul set: The Gangster Squad


Ryan Gosling
ed Emma Stone tornano a dividere lo stesso set, questa volta più impegnativo di Crazy, Stupid, Love. I due giovani si sono ritrovati come coppia sullo schermo per vestire i panni nella lotta contro la mafia della Los Angeles degli anni ’40/’50, dove spadroneggiava il boss Mickey Cohen, interpretato nientemeno che da Sean Penn. Il noir diretto da Ruben Fleischer è stato accostato a film come Chinatown, Quei Bravi Ragazzi e Crocevia Della Morte, e parla proprio di un periodo importante per la città di Los Angeles e la liberazione dal crimine organizzato per mano del comandante di polizia interpretato da Josh Brolin, il cui braccio destro è proprio Ryan Gosling.
Il film è attualmente in post-produzione e non sarebbe difficile vederlo in concorso a Cannes o Venezia. Sarà distribuito dalla Warner e uscirà negli USA ad ottobre.
Di seguito un’intervista al regista Ruben Fleischer da parte di Entertainment Weekly:

Si tratta di qualcosa di completamente diverso dalla direzione che avevi intrapreso con Zombieland e 30 minutes or less. Come hai fatto a convincere lo studio che eri il tipo giusto per questo film?
Stavo cercando l’opportunità per realizzare qualcosa di nuovo, e quando ho letto la sceneggiatura, mi sono decisamente appassionato ad essa. Credo che la passione e l’amore per Los Angeles e l’amore per questo periodo e per il genere abbiano cancellato ogni possibile dubbio dello studio.

Cosa ti ha attratto di questa fase della storia di L.A.?
(…) credo che il periodo del dopoguerra sia uno dei più eccitanti nella storia dell’america. C’erano così tanti cambiamenti e così tante innovazioni. Era un periodo di transizione, e credo che Los Angeles lo rappresenti meglio di altre semplicemente perchè era una città nuova. Aveva meno di cento anni nel 1949, e c’erano molti soldati e persone che si muovevano verso la città e i sobborghi si stavano espandendo. Quindi si tratta di un’ottima ambientazione per il mondo di questo film.

Il film si basa in parte sugli articoli di Paul Lieberman pubblicati sul Los Angeles Times nel 2008. Il film si focalizza su un determinato argomento o articolo di questi scritti o sono solo un punto di partenza per il tuo film?
Sono un buon punto di partenza. Ci siamo presi alcune licenze creative ma abbiamo cercato di restare fedeli alla storia originale e ai personaggi il più possibile. O’ Mara (Josh Brolin), il nostro protagonista, è appena tornato dalla guerra contro i nazisti con tutti i suoi ideali dopo aver visto trionfare l’America. Quindi torna a casa nella città dove sono i gangster a comandare. Mentre era via, Mickey Cohen (Sean penn), è emerso riducendo le strade di Los Angeles in un campo di battaglia. Nella nostra storia, O’ Mara diventa il capo della Gangster Squad, una forza di polizia che combatte i gangster usando i loro stessi metodi, e la battaglia tra loro determinerà il futuro di Los Angeles.

Hai un ottimo gruppo di attori nel cast, da Sean e Josh, a Ryan Gosling e Emma Stone, a Nick Nolte e Anthony Mackie. Ma il cuore di tutto è Sean. E’ diventato quel tipo di attore che la prossima generazione idolatra e cerca di emulare. Si percepisce il senso di ciò sul set?
Ottiene di certo molto rispetto, e credo che l’opportunità di lavorare con lui sia un incentivo per i ragazzi per diventare parte del film sicuramente. (…) Ha preso parti del vero Mickey con le quali si sentiva legato e le ha legate con sue idee di come fosse il personaggio.

Il personaggio di Ryan Gosling sembra in conflitto con quello di Brolin.
Anche il personaggio di Gosling è andato in guerra ma quando è tornato era un pò disilluso. Quindi è più chiuso, e gira per locali notturni ed esce con ragazzi che potrebbero essere gangster. E’ poco chiaro dove stia, riguardo al fronteggiare Mickey Cohen. Ma si ritroverà in un triangolo amoroso con Cohen e la femme fatale interpretata da Emma Stone.

Il prossimo Woody Allen è A Roma Con Amore

Uscirà in Italia già il 20 Aprile, prima del resto del mondo, il prossimo film di Woody Allen che ormai viaggia da diversi anni alla media di un film all’anno vivendo praticamente costanetemente sul set. Il prolifico regista e sceneggiatore settantaseienne, da poco premio Oscar per la quarta volta, sta già ultimando il montaggio della pellicola girata interamente a Roma con il ritorno espressamente voluto del collega comico Roberto Benigni assente dal grande schermo dai tempi di La Tigre e La Neve. Ma il cast americano di protagonisti è formato dai giovani Jesse Eisenberg ed Ellen Page (la coppia di Juno) e  i grandi Alec Baldwin e Penèlope Cruz. Parti secondarie anche per gli italiani Scamarcio, Antonio Albanese, Ornella Muti e Isabella Ferrari. Come sempre anche sceneggiatore dei suoi film, questo è passato sotto titoli di lavorazioni come Bop Decameron e Nero Fiddled ma alla fine è stato intitolato A Roma Con Amore, gioco di parole che omaggia in tutto e per tutto la capitale, titolo scelto per l’Italia e forse anche per il resto del mondo. Nella pellicola potrebbe esserci anche un ritorno da attore dello stesso Woody!