[Serie TV] Dead Set: quando gli zombie invadono il Grande Fratello

Il cinema british non smette mai di stupire soprattutto per i contenuti nudi e crudi con storie sorprendentemente originali e fuori dai soliti schemi: Dead Set, prodotto inglese (trasmesso nel 2008 da E4), ne è la perfetta incarnazione. Un’epidemia di zombie invade la civiltà (e fin qui niente di nuovo) fino al diffondersi nella troupe del Grande Fratello. Gli unici a sopravvivere  sono una stagista di nome Kelly e l’insopportabile produttore del programma. Kelly sarà costretta a rifugiarsi nella Casa e avvertire i 6 concorrenti rimasti che il gioco si sta trasformando in un incubo. Le vie di fuga sono ridotte ma la Casa sembra essere un luogo sicuro grazie al recinto, le porte blindate, l’energia a pannelli solari e le scorte di cibo.

In Inghilterra, che quanto a edizioni di Big Brother sono al nostro pari, questa rappresenta un violento e diretto attacco alla produzione del reality show più famoso di tutti. Una società morta che osserva persone morte – ovvero lo show per il popolo dei morti. La serie è un’escalation di dramma alla ricerca della sopravvivenza e un’esplosione di splatter e sangue da B-movie.

Esaminando nel particolare la parte zombesca (come ogni opera di questo genere) possiamo dire che la serie stupisce per il trucco impressionante (!), per la velocità dei non morti con cui rincorrono le prede (altrochè quelli fiacchi di The Walking Dead) e le masse di comparse che arrivano a fiotti davanti alla casa del Grande Fratello. Nella serie ci sono rimandi a tanti film del genere zombie, tutti concentrati in un’unico significativo gesto di satira, che poi è lo stesso che fece partire l’epidemia di zombie movie da parte del signor George A. Romero. Mentre le dinamiche sono giustamente poco approfondite (tipologia del virus e di diffusione) visto che le sappiamo ormai a memoria. Tra l’altro nella serie compaiono parecchi personaggi usciti dal vero Big Brother, compresa la vera presentatrice Davina McCall (nella foto). Ce la vedete la Marcuzzi zombizzata divorare Luca Argentero? Noi Dammits si!

Purtroppo la serie è corta, paragonabile a un lungo film di quasi 2 ore e mezzo se guardato tutto di fila, composta da 5 puntate da 23 minuti ciascuna, eccetto il pilot da 45 minuti. I pochi che possono dire di averla vista in italiano l’hanno scovata nei meandri della seconda serata di MTV lo scorso inverno, mentre ora è facile trovarla sul web. Non bisogna farsela scappare, specie per i fan di The Walking Dead (di cui parleremo presto) odierni o gli zombie fan di sempre.

ScappoDammit
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ADDIO TENENTE COLOMBO!

Il tenente colombo non si fermerà più sull’uscio e voltandosi con aria distratta, grattandosi la testa con la mano in cui stringe il sigaro acceso, non dirà più “..ah..un ultima cosa”. Questo non accadrà perché Giovedì 23 Giugno(mi scuso per il ritardo con cui scrivo la notizia) PETER FALK icona del cinema e della tv è morto nella sua villa a Beverly Hills, all’età di 83 anni, gli ultimi dei quali passati a combattere col terribile morbo di Alzheimer.
Nato a New York il 16 settembre 1923 lo ricordiamo nelle prime apparizioni nelle serie tv Alfred Hichcock presenta e Ai confini della realtà. Nel cinema sfonda nel 1961 con Angeli con la pistola, accanto alle star Glenn Ford e Bette Davis.

Ma il verò successo fu nel 1968 quando lo vediamo per la prima volta nella parte del Tenente Colombo, tenente di polizia a prima vista goffo e sbadato, ma che si rivelava inaspettatamente geniale. Da quella prima puntata intitolata un Giallo da Manuale diretta da un allora sconosciuto (e al suo primo lavoro) Steven Spielberg al 2003 Falk ci ha regalato una interpretazione eccezionale per un personaggio che gli calzava come un guanto.

Tra i film cui prese parte ricordiamo Una moglie con Gena Rowlands (1974), Una strana coppia di suoceri con Alan Arkin (1979) e Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders (1987), in cui interpretava se stesso, rivelando di essere stato un angelo che per vivere aveva rinunciato all’immortalità. Ne La storia fantastica (1987) era l’anziano che racconta la storia al nipotino (Fred Savage), con quel suo fare rassicurante che lo rendeva familiare al primo sguardo. Spaziò anche tra detective story, commedie e parodie come Invito a cena con delitto.

Nel ricordare un grande attore noi della Toby Dammit vi lasciamo con un piccolo pezzo preso proprio dalla serie che la reso noto. Addio Tenente.

Thursday Anime Night: Blue Submarine N. 6


Anche se in ritardo eccoci a questo primo appuntamento del Tuesday Anime Night!
Sicuramente gli anime giapponesi negli ultimi anni hanno spopolato nel mercato occidentale, si ricorda i primi Goldrake, Lupen, Ken il guerriero, Candy Candy e così via, se inizialmente essi erano reclusi e schedati come cartoni per bambini il tutto è cambiato quando nell’ottobre del 2001 il canale di Mtv comicia a trasmettere tre serie anime molto diverse da quelle che eravamo abituati a vedere (sto parlando di Anime trasmessi in televisione). Una di queste è appunto Blue Submarine N. 6

Essa non è più un semplice cartone per bambini, ma una vera e propria serie con tempi, stili e inquadrature sempre più vicino alla cinematografia tradizionale. Strie forti, attuali, con un intreccio notevole che si allontana drasticamente da quello che abbiamo sempre visto fino a quel momento, insomma per capirci non è il cartone per bambini!

La serie è ambientata in un futuro non ben precisato, dove il famoso ed un tempo rispettato scienziato Jung Zorndyke, ex membro di un gruppo di ricercatori facenti parte del progetto “blue” (che voleva realizzare un mondo migliore, più verde, partendo dalla trasformazione del circolo polare antartico in un paradiso terrestre) ha creato una moltitudine di specie nuove. Probabilmente sono un ibrido umano-animale di cui la maggior parte umano-pesce, ma vi sono anche animali con “armi” o ibridi come la nave fantasma che è metà una corazzata in stile Yamato e sotto una sorta di grande balena o pesce come suo scafo. Buona parte di queste creature ha l’intelligenza ed uno spiccato senso di sopravvivenza, nonché un profondo odio per gli uomini che per primi li hanno attaccati ed uccisi. Il protagonista è un membro di una spedizione di pace organizzata anni prima per parlamentare con Zorndyke (che nel frattempo ha sommerso buona parte della superficie terrestre, non viene mai specificato come), ma arrivati molto vicino alla loro meta ed al poter ammirare il “paradiso” da esso costruito, lui ed il suo compagno (che tornerà nella storia come ibrido umano-pesce per “fare da giuda” e che scatena i flashback del protagonista sulla spedizione) sono attaccati senza motivo dalla nave fantasma. Nel frattempo la Blue Fleet (un’organizzazione nata dall’unione di tutte le forze armate rimaste) deve impedire il realizzarsi del nuovo piano “finale” di Zorndyke, che si scoprirà essere un meccanismo che invertirà i poli magnetici distruggendo la vita umana sulla terra definitivamente. Ha calcolato tutto se gli umani scaglieranno un attacco all’antartico sua casa con i missili atomici, il meccanismo che è collegato al suo cuore (ne petto ne ha uno artificiale) scatenerà il “pole shift”, Hayami (il protagonista) ed in particolare al sottomarino Blu n. 6 (il pezzo migliore della flotta non a caso) dovranno riuscire a salvare il mondo.

In questo Anime gli studi Gonzo ha utilizzato la computer grafica per la relizzazione dei sottomarini e delle flotte mentre il resto del Anime è stato disegnato tradizionalmente, questa tecnica è stata poi riproposta e affinata in tutte le altre loro serie, esempio del loro netto miglioramento è nella serie LAST EXILE.

Insomma ottima la trasposizione dal manga di Satoru Ozawa e ottima la regia di Mahiro Maeda e Masahiro Ozawa per un Anime oramai cult.

Non resta che lasciarvi con la sigla iniziale nel quale potrete notare l’uso di disegno tradizionale e compuer grafica, buon cinema a tutti!

(fonti da wikipedia)