Cesare Deve Morire conquista i David di Donatello

A spuntarla sulla bella rosa di contendenti è stato il bellissimo film dei pluriottantenni fratelli Taviani con il loro già discusso Cesare Deve Morire, che ha appunto avuto la meglio sugli ottimi Habemus Papam, This Must Be The Place, Terraferma e Romanzo Di Una Strage. I Taviani oltre al principale premio di miglior film hanno ricevuto anche il riconoscimento di migliori registi dell’anno, della miglior produzione, miglior montaggio e fonico di presa diretta, per un totale di 5 premi. Ma lo sconfitto This Must Be The Place uscito dalla fervida mente di Sorrentino e girato negli States assieme all’attore Sean Penn, ha ricevuto un premio in più, ben 6, per miglior fotografia (Luca Bigazzi), sceneggiatura (allo stesso Sorrentino), musiche e canzone originale (entrambi a David Byrne), senza contare miglior trucco e migliori acconciature.

A soli tre premi si sono fermati Habemus Papam e Romanzo di Una Strage. Il film di Nanni Moretti ha vinto il premio per il miglior attore, il gigantesco Michel Piccoli, per le migliori scenografie “vaticane” e i migliori costumi (vengono in mente le sfarzose tuniche dei cardinali nel conclave). Mentre il film di Giordana si è accontentato di Pierfrancesco Favino come miglior attore non protagonista, Michela Cescon migliore attrice non protagonista e migliori effetti speciali. A bocca asciutta l’outsider della cinquina Terraferma, comunque uno dei migliori titoli dell’anno. A bocca asciutta anche il drammatico ACAB di Sollima e la commedia di Ozpetek, Magnifica Presenza.

Due premi importanti per Scialla!, commedia romana su un ragazzo e la sua difficile adolescenza, e il suo giovane regista Francesco Bruni, premiato per miglior regista esordiente e con il premio David Giovani. Mentre al film Io Sono Li del documentarista Andrea Segre è andato il premio per la migliore attrice, la cinese Zhao Tao. Miglior documentario invece all’interessante Tahrir – Liberation Square di Stefano Savona, sui sanguinari scontri avvenuti nella piazza egiziana di Tahrir a Il Cairo, durante l’occupazione contro il governo di Mubarak. Tra i film esteri nella sezione di miglior film europeo ha la meglio il sorprendente francese Quasi Amici, diventato un caso anche al boxoffice; mentre come miglior film straniero ha vinto il bellissimo film iraniano Una Separazione, recentemente premiato anche con l’Oscar nella stessa categoria.

Ecco tutti i vincitori:

  • MIGLIOR FILM

    Paolo Taviani e Vittorio Taviani per Cesare deve morire
  • MIGLIOR REGISTA
    Paolo Taviani e Vittorio Taviani per Cesare deve morire
  • MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE
    Francesco Bruni per Scialla!
  • MIGLIOR SCENEGGIATURA

    Paolo Sorrentino e Umberto Contarello per This Must Be the Place
  • MIGLIOR PRODUTTORE

    Grazia Volpi per Cesare deve morire
  • MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA

    Zhao Tao per Io sono Li
  • MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA

    Michel Piccoli per Habemus Papam
  • MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
    Michela Cescon per Romanzo di una strage
  • MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
    Pierfrancesco Favino per Romanzo di una strage
  • MIGLIOR DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA
    Luca Bigazzi per This Must Be the Place
  • MIGLIOR MUSICISTA
    David Byrne per This Must Be the Place
  • MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
    David Byrne, Will Oldham e Michael Brunnock per This Must Be the Place
con “If it falls, it falls”
  • MIGLIOR SCENOGRAFO
    Paola Bizzarri per Habemus Papam
  • MIGLIOR COSTUMISTA
    Lina Nerli Taviani per Habemus Papam
  • MIGLIOR TRUCCATORE
    Luisa Abel per This Must Be the Place
  • MIGLIOR ACCONCIATORE
    Kim Santantonio per This Must Be the Place
  • MIGLIOR MONTATORE
    Roberto Perpignani per Cesare deve morire
  • MIGLIOR FONICO DI PRESA DIRETTA
    Benito Alchimede e Brando Mosca per Cesare deve morire
  • MIGLIORI EFFETTI SPECIALI VISIVI
    Romanzo di una strage
(Visualogie)
  • MIGLIOR FILM DELL’UNIONE EUROPEA
    Olivier Nakache e Éric Toledano per Quasi amici
  • MIGLIOR FILM STRANIERO
    Asghar Farhadi per Una separazione
  • MIGLIOR DOCUMENTARIO
    Stefano Savona per Tahrir
  • DAVID GIOVANI
    Francesco Bruni per Scialla!
  • DAVID ALLA CARRIERA
    Liliana Cavani
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CANNES 2011: verso la Palma D’Oro

Oggi si termineranno le proiezioni dei film in concorso che potranno ambire alla Palma D’Oro, la quale verrà consegnata domani dal presidente di giuria Robert De Niro.

Applausi e buonissimi consensi per la pellicola del finlandese Aki Kaurismaki con il suo Le Havre, storia di un immigrato accolto nella bella città portuale del titolo. Pochi (solo i francesi) hanno applaudito le gesta del connazionale Pater commedia che racconta di un’ipotetica gara politica. E’ piaciuto molto anche Melancholia di Lars von Trier, non fosse che a rovinare tutto arrivino puntuali le freddure del regista danese riguardo le sue origini tedesche e la conseguente espulsione (sbagliatissima) dal concorso. Hanezu della giapponese Naomi Kawase è un racconto su un paese rurale del Giappone alla ricerca delle radici che sembra aver perduto. Il ritorno di Almodòvar con un thriller è stato tra i più attesi ma non ha soddisfatto proprio tutti con il suo nuovo stile in La Piel Que Habito, mentre Takashi Miike regista di Yattaman dalla media di 2 film all’anno ha presentato Ichimei (Hara Kiri: Death Of A Samurai) non rispetta le attese con un film poco costante rispetto le sue potenzialita, mentre da noi uscirà tra pochi giorni il suo precedente film, 13 Assassini. Grandi applausi, ovazioni e ottime critiche per Paolo Sorrentino (al primo film in lingua inglese) e Sean Penn per il road movie This Must Be The Place, dove Sean Penn è una ex rock star che si mette alla ricerca di un nazista per vendicare il padre defunto. Ottima anche la prima di Drive, del tarantiniano danese Niclas Winding Refn dopo la trilogia di Pusher e Bronson anche lui dirige per la prima volta un film in inglese con protagonista un Ryan Gosling in versione pilota stuntman. Oggi, ultimo giorno dei film in concorso, è stato segnato dalla convenzionalità del buon Radu Mihaileanu nel suo La Source Des Femmes, racconto dell’universo femminile in un piccolo paese medio orientale e di un omicidio nelle steppe turche dell’ interessante Once Upon A Time In Anatolia del regista de Le Tre ScimmieNuri Bilge Ceylan.

Vedremo domani chi premieranno De Niro e il resto della giuria composta da Uma Thurman, Jonnie To, Jude Law e Olivier Assays . Sembra comunque che dalle recensioni e i pareri generali possa essere una lotta a 5 tra questi titoli: The Tree of Life di Malick, This Must Be The Place di Sorrentino, Le Havre di Kaurismaki, The Artist di Hazanavicius e Once Upon A Time In Anatolia di Ceylan. Meno probabili le vittorie di Il Ragazzo Con La Bicicletta, Drive e Habemus Papam anche se applauditissimi e omaggiati dalla maggior parte dei critici nonchè dal pubblico.

Mentre nel campo attori sembrano pochi i contendenti a miglior attore. I favoriti sono Sean Penn nei panni della decadente rock star nel road movie di Sorrentino, Michel Piccoli nel ruolo del Papa rinunciatario nel film di Moretti e Jean Dujardin nel ruolo dell’attore muto nel bianco e nero di The Artist, senza scordare Ryan Gosling in Drive. Tra le migliori attrici il campo scelta è più vasto ma le più probabili ed epplaudite sono state Cecile de France per il ruolo in Il Ragazzo Con La Bicicletta, Emily Browning prostituta senza pudore in Sleeping Beauty, Tilda Swinton fredda madre in We Need To Talk About Kevin o Kirsten Dunst in Melancholia.

CANNES 2011: impressioni e news a metà del Festival

Al giro di boa sono stati presentati i primi 10 film in concorso e le rispettive recensioni a caldo sono già reperibili sul web. Da un’accurata ricerca incrociata tra i vari siti/blog si possono già intuire le prime impressioni personali e anche generali. A partire come avevamo detto dal nuovo Woody Allen, che è stato perlopiù ben digerito, ma secondo altri ha svolto il solito compitino.

Il concorso è iniziato ufficialmente con la bella addormentata di Sleeping Beauty gelido racconto di Julia Leigh su una ragazza devota al sesso, seguita dal drammatico racconto tra il difficile rapporto tra madre (Tilda Swinton) e figlio in We Need to Talk About Kevin. Ma anche il conflittuale rapporto padre-figlio, insegnanti nella stessa accademia, dell’israeliano Footnote  o la storia di un pedofilo raccontata nell’austriaco Michael (il cui regista è il montatore di Haneke) e la squadra speciale protezione minori del docu/fiction Poliss. Ma c’è stato anche il nostro Habemus Papam, le cui opinioni sono divise tra chi grida al capolavoro di un opera completa a chi critica alcuni passaggi del film o il ritmo che va a perdersi dopo che i personaggi di Piccoli e Moretti si dividono. Nonostante ciò alla prima è stato applaudito per 10 minuti e lo stesso regista si è commosso. È stato accolto molto bene con applausi lunghissimi anche The Artist di Michael Hazanavicius, storia metacinematografica di un attore di cinema muto che nel 1927, anno dell’avvento del sonoro, vede stravolta la sua carriera, raccontato in stile da cinema muto con un rigido bianco e nero, e poche parti parlate. Il Ragazzo con la bicicletta è il nuovo dei fratelli Dardenne che secondo molti sono sempre gli stessi schematici (ma fanno sempre emozionare) mentre L’Apollonide è un film sul mestiere più vecchio del mondo che sembrerebbe raccontato come un vero pugno nello stomaco. Ma il film che sta (finalmente) facendo più discutere di tutti è The Tree of Life: si possono leggere opinioni di ogni tipo tra i pochi fortunati che hanno assistito alle proiezioni e hanno condiviso i pareri. Si passa da recensioni che inneggiano al capolavoro assoluto quale è la vita (tematica portante del film) a visivamente bello ma poco emozionante, da chi è rimasto ammaliato da cotanta bellezza a chi lo ha fischiato alla prémière alla quale mancava come sempre l’anticonformista Malick.

Per quanto riguarda i film fuori concorso e proiezioni speciali si sono svolte le anteprime de I Pirati dei Caraibi: Oltre I Confini del Mare e Kung Fu Panda 2,  che hanno attirato più i fotografi che critici grazie all’attenzione di Jonny Deep e Penelope Cruz, ma anche Jack Black e Angelina Jolie. A detta delle prime recensioni sembra che comunque accontenteranno i fan delle due serie.

Ma Cannes è anche meta di produttori intraprendenti che comprano, vendono o cercano un finanziatore in quello che è il più grande mercato cinematografico del mondo. Quest’anno è giovato a Tornatore, al quale è stato affidato un kolossal da 100 milioni di dollari intitolato Stalingrad e sarà girato a San Pietroburgo tra 1 anno.

Molto più interessante la notizia del nuovo film di Lars von Trier assieme al collega Martin Scorsese. Più o meno un film. Sarà piuttosto una sfida a colpi di cinepresa, come quella che von Trier lanciò anni fa al suo mentore Jorgen Leth e ne uscì una bella lezione di regia intitolata Le 5 Variazioni.

Ora l’attesa è tutta per lo stesso Lars, per Pedro e per Paolo.

CANNES 2011: film in concorso e apertura di Woody Allen

Si è da poche ore conclusa la pellicola inaugurale della 64esima edizione del Festival francese. Dalle prime indiscrezioni sembrerebbe che il film di Woody Allen, Midnight In Paris, abbia raccolto molti pareri positivi e c’è chi dice che è tra i migliori film del prolifico regista degli ultimi 10 anni.

Oggi, giovedi 12, sarà il giorno di Restless di Gus Van Sant nella sezione Un Certain Regard e di Sleeping Beauty in concorso, mentre venerdi sarà la volta di Habemus Papam. Per la prima di Sorrentino con il suo This Must Be The Place dovremo invece aspettare venerdi 20. Altre date dei titoli più attesi: The Tree of Life (16 Mag) Melancholia di Lars von Trier (18 Mag) e La Piel Que Habito di Almodovar(19 Mag)

  

CONCORSO:

La piel que habito, regia di Pedro Almodóvar (Spagna)

L’Apollonide – Souvenirs de la maison close, regia di Bertrand Bonello (Francia)

Pater, regia di Alain Cavalier (Francia)

Hearat Shulayim, regia di Joseph Cedar (Israele)

Bir zamanlar Anadolu’da, regia di Nuri Bilge Ceylan (Turchia)

Il ragazzo con la bicicletta, regia di Luc e Jean-Pierre Dardenne (Francia/Italia)

The Artist, regia di Michel Hazanavicius (Francia)

Le Havre, regia di Aki Kaurismäki (Finlandia/Francia)

Hanezu no tsuki, regia di Naomi Kawase (Giappone)

Sleeping Beauty, regia di Julia Leigh (Australia)

Polisse, regia di Maïwenn (Francia)

The Tree of Life, regia di Terrence Malick (Stati Uniti)

La Source des femmes, regia di Radu Mihăileanu (Francia)

Ichimei, regia di Takashi Miike (Giappone)

Habemus Papam, regia di Nanni Moretti (Italia)

We Need to Talk About Kevin, regia di Lynne Ramsay (Regno Unito)

Michael, regia di Markus Schleinzer (Austria)

This Must Be the Place, regia di Paolo Sorrentino (Francia/Italia/Irlanda)

Melancholia, regia di Lars von Trier (Francia/Danimarca/Svezia/Germania)

Drive, regia di Nicolas Winding Refn (Stati Uniti)


Paolo Sorrentino con Sean Penn lo scorso inverno sul set di This Must Be The Place


HABEMUS PAPAM: la recensione

Migliaia di fedeli riempiono Piazza San Pietro dopo la morte del Papa, mentre i cardinali del Vaticano si riuniscono nel segretissimo Conclave per l’elezione del nuovo sommo pontefice. A sorpresa viene eletto Melville, un vecchio cardinale francese, tra lo stupore generale. Ma al momento della fumata bianca e all’annuncio ai suoi discepoli di tutto il mondo, il sommo pontefice non si sente all’altezza e si ritira nelle stanze del Vaticano in una profonda crisi personale. Preoccupati della situazione mai successa prima d’ora e sul da farsi, i cardinali convocano il più bravo psicoanalista in circolazione a cui però vengono negati molti fattori di psicoanalisi con il paziente, quali i sogni, i ricordi d’infanzia, il sesso e i desideri. Compresa che non è una crisi di fede il Papa si farà analizzare da un’ulteriore psicoanalista al di fuori del Vaticano che ignora la sua carica per non essere influenzata e poter scindere la persona e i suoi caratteri dalla parte spirituale che la carica ricoperta richiede. Ma dopo la prima seduta il Papa riesce ad eludere la sorveglianza del portavoce che lo accompagnava e delle sue guardie, fuggendo da ciò che lo aspetta e compiendo un vero e proprio viaggio (più che spirituale questa volta personale ed estremamente emotivo) tra la gente di Roma, negozi e autobus, nella totale indifferenza dei passanti ignari, con lo scopo di capire da dove è venuto e dove vuole andare.

Dopo aver parlato di gioventù (Io Sono Un Autarchico, Ecce Bombo), nascita (Aprile), morte (La Stanza del Figlio) e soprattutto politica (Palombella Rossa, Il Caimano), Nanni Moretti torna sul tema della chiesa dopo La Messa è Finita del 1985. Nello specifico però vuole narrare di responsabilità, del peso delle proprie azioni e la paura di non soddisfare le richieste del compito assegnato. Nanni Moretti riesce a raccontare tutto ciò con grande maestria, vagando tra ironia appena accennata e grande rispetto, senza, quindi, prendere una posizione sul Vaticano, cui tanto si è parlato e polemizzato (“Moretti è stato troppo duro, Moretti è stato troppo buono”), e se invece Moretti volesse solo raccontare una bella storia di un forte conflitto portato all’esempio più estremo? Le scene migliori secondo i gusti possono essere tante, dall’elezione nel conclave alle partite di pallavolo tra i cardinali, ma forse le più suggestive sono le passeggiate del Papa in giro per Roma e negli autobus notturni dove non viene riconosciuto ma fornisce insegnamenti a chi può aiutare.

Il neo-Papa ritirato nei pensieri e in fuga è interpretato da uno straripante Michel Piccoli, 85enne gigante del cinema che ha all’attivo recitazioni nei film di Godard, Hitchcock e Bunuel. Grandi anche gli altri cardinali che fanno immaginare bene cosa può accadere dentro il Vaticano, un po’ confusi, un po’ bambinoni. Tutto nel film combacia alla perfezione, dal montaggio all’onesta sceneggiatura (co-scritta anche da Moretti), dalla gran parte del film costituita dai bei costumi rossi clericali (di Valentina Taviani) alle scenografie vaticane immense e maestose (di Marta Maffucci) girate a Palazzo Farnese di Roma. Suggestiva la fotografia ad hoc di Alessandro Pesci, come le musiche di Franco Piersanti (storiche le sue partecipazioni con Moretti, già dal suo primo film Sono Un Autarchico) specie nelle scene mute, in cui il Papa gira per le strade di Roma, fatte di malinconia e forza poetica. Può essere definito senza dubbio il capolavoro di Moretti, una prova completa, riuscita in tutto: ironia, emozioni, riflessioni. Ci sono anche alcune scene di satira sui giornalisti televisivi che intervengono nei momenti più inopportuni, oppure sono la nostra proiezione di ciò che vogliamo continuamente vedere. Ma questa è un’altra storia, anche se Nanni e i giornalisti non saranno mai sulla stessa lunghezza d’onda. Ora ci aspettiamo faccia il colpaccio a Cannes dove esordirà a livello mondiale tra un mese, mentre per ora è solo nelle nostre sale. Godiamocelo.

ScappoDammit


Tutte le uscite di Aprile

Ecco un mese con 5 venerdì e tante, tantissime uscite per ogni genere e gusto. Prima un passo indietro a Marzo, che si è concluso con i buoni dati del film con la Cortellesi e Raoul Bova, Nessuno Mi Può Giudicare (6 milioni), padrone al box office, battendo Amici Miei – Come Tutto Ebbe Inizio (3 milioni, grandissimo flop critico e finanziario) sconfitto anche da Rango (quasi 5 milioni) e Il Rito (3,3 milioni). Super flop per Sotto Il Vestito Niente – L’Ultima Sfilata, di Carlo Vanzina, che colleziona poche migliaia di euro.


Si incomincia il 1° del mese con il pesce (d’aprile) Boris – Il Film dove la troupe televisiva più divertente del piccolo schermo approda per la prima volta al cinema, promettendo satira e risate, soprattutto per i fan della serie. Si prosegue con Kick Ass, il teen action tratto da una graphic novel riguardante un ragazzo normale e abbastanza sfigato che diventa un supereroe nonostante non abbia superpoteri. Si passa all’animazione del coniglietto Hop, fino all’horror/thriller The Ward – Il Reparto del bentornato John Carpenter e all’adattamento del romanzo di Tiziano Terzani La Fine è il Mio Inizio con Elio Germano e Bruno Ganz.

I film italiani che escono in Aprile sono 12, tra cui, oltre al già citato Boris, l’attesissimo Habemus Papam che consacra il ritorno di Nanni Moretti, in concorso anche a Cannes; un’altro film con la donna del momento, Paola Cortellesi, con C’è Chi Dice No, ennesima storia italiana dei giorni nostri; infine il film  della regista che ha rappresentato l’Italia all’ultimo Sundance, Roberta Torre e il suo I Baci Mai Dati.

Dopo Crash, premio Oscar 2005, e Nella Valle di Elah torna Paul Haggis con l’action The Next Three Days, in cui Russel Crowe tenta di liberare in ogni modo la moglie incarcerata ingiustamente. Per gli amanti dei film d’azione segnaliamo altri 2 film: Faster, con un Dwayne Johnson alias The Rock spietato nel vendicare il fratello e Drive Angry 3D, fanta-action con un Nicola Cage che torna dall’inferno. L’altro solo film in 3D del mese sarà un’altro film animato: Rio, in cui un pappagallo che non sa volare incontrerà la sua dolce metà (hanno le voci di Jesse Eisenberg e Hanne Hathaway) e si inseguiranno tra la capitale brasiliana e la foresta amazzonica. La pellicola è prodotta dalla Blue Sky, costola di film d’animazione della Fox e diretta dal regista della saga di L’Era Glaciale. Altro film d’animazione in uscita è Winnie The Pooh.


USCITE DEL 01/04/2011

Boris

Hop

Kick-Ass

La fine è il mio inizio

L’Affare Bonnard

Mia moglie per finta

Poetry

Questo mondo è per te

The Ward – Il Reparto

USCITE DEL 08/04/2011

A Sud di New York

C’è chi dice no

Drive Angry 3D

Goodbye Mama

Ju Tarramutu

Lo stravagante mondo di Greenberg

Offside

Rasputin

The next three days

USCITE DEL 15/04/2011

Faster

Habemus Papam

Il colore del vento

Limitless

Rio 3D

Scream 4

Se sei così, ti dico sì

USCITE DEL 22/04/2011

Cappuccetto Rosso Sangue

El cantante

Faccio un salto all’Avana

L’altra verità

Machete

Winnie the Pooh

World Invasion

USCITE DEL 29/04/2011

Angèle et Tony

Diciottanni – Il mondo ai m…

I baci mai dati

Il sesso aggiunto

Malavoglia

Notizie degli scavi

Source Code

The Housemaid

Thor

Ad anticipare i cinecomic Lanterna Verde e Capitan America, sarà il primo film su Thor interpretato da Chris Hemsworth, che assieme al suo martello accenderà antiche battaglie. Nel cast anche Natalie Portman e Anthony Hopkins.

Finalmente, dopo un’attesa di 1 anno, uscirà anche da noi Machete, il film d’azione ispirato ai B Movie del fantasioso Robert Rodriguez. Danny Trejo è Machete, un mercenario che deve eliminare i traditori, tra cui c’è Robert DeNiro. Altro film con l’italoamericano sarà il thriller Limitless, storia in cui Bradley Cooper per sbloccarsi dal blocco dello scrittore inizia a prendere una particolare pillola chiamata NZT che attiva al massimo le funzionalità celebrali e quindi aiuta a ricordarsi ogni cosa del passato e ingannare chiunque altra persona.

Sul fronte horror, oltre al ritorno del maestro Carpenter, possiamo contare sul ritorno di Wes Craven che torna con il 4° capitolo di Scream e le apparizioni di ghostface. Cappuccetto Rosso Sangue è l’ultimo titolo presente sul filone del terrore anche se con contorni fantasy. Ennesimo film su invasioni aliene in questo 2011 molto fantascientifico è World Inasion (Battle: Los Angeles) con astronavi aliene che invadono il nostro pianeta a suon di effetti speciali pazzeschi.

Uno dei tipi di cinema più ricercato e autoriale negli ultimi anni è diventato quello sudcoreano che notiamo in questo mese con 2 ottime uscite: Poetry e The Housemaid. Ormai evento l’uscita dell’iraniano Offside, film del 2006 che esce solo ora nonostante abbia vinto il Gran Premio della Giuria al Festival di Berlino 2006 e parla dell’esclusione delle donne dagli stadi di calcio, anche quando è in ballo la Coppa Del Mondo. Altro film molto interessante e in uscita a fine mese è il secondo film di Duncan Jones, figlio di David Bowie, che nel dopo Moon racconta la storia fanta/thriller di un soldato che indaga su un’attentato ferroviario, il cui unico modo per riuscire ad evitare è rivive la scena più e più volte e scoprirne il colpevole: il titolo è Source Code.

Due film che dovevano uscire in Marzo sono stato rimandati a questo mese: Lo Stravagante Mondo di Greenberg con Ben Stiller è stato rimandato all’8 Aprile per la concorrenza tra film BIM. Stessa sorte per El Cantante rimandato al 22 Aprile. Invece il documentario candidato agli Oscar sulla crisi mondiale Inside Job è stato cancellato e verrà distribuito direttamente in dvd nei prossimi mesi.