COLOUR FROM THE DARK: recensione del film in anteprima con Ivan Zuccon

Una piccola realtà di cinema di genere è ancora viva in Italia grazie al regista e sceneggiatore Ivan Zuccon e alla neonata Distribuzione Indipendente che porterà al cinema il penultimo lavoro del regista Colour From the Dark, uscito negli USA nel 2008 e rimasto inedito in Italia fino al prossimo 9 Marzo. Verranno distribuite addirittura quasi 200 copie, di cui 60 in Italia. Per il futuro Zuccon sta lavorando al montaggio del nuovo film, già completato e figurante sempre la protagonista Debbie Rochon, ma dall’uscita ancora incerta.

La storia, tratta da un racconto di Lovecraft, è ambientata in Italia durante la seconda Guerra Mondiale e narra di una famiglia di contadini che contraggono uno ad uno strani sintomi dopo aver bevuto l’acqua del proprio pozzo. La madre, una favolosa Debbie Rochon, inizia a dare sintomi di demoniaca schizofrenia, cercando di uccidere i componenti della famiglia. Ma il peggio lo da quando viene rinchiusa in una stanza buia e a turno la visitano la sorella mai cresciuta che gioca ancora con le bambole di pezza, il marito devoto e un’ esorcista. Ma la situazione è più cupa e malvagia del previsto.

Il film è stato presentato in anteprima al nostro Cinema Snaporaz giovedi 23 Febbraio dallo stesso regista Ivan Zuccon, coadiuvato dai critici Marco Morosini e Manuel Cavenaghi, autore del dizionario dell’horror italiano CRIPTE E INCUBI (disponibile sul sito http://bloodbuster.com) che annovera centinaia di recensioni tra cui opere di Mario Bava, Lamberto Lenzi, Pupi Avati, Dario Argento fino al giovane Zuccon e via dicendo. 

Ivan ha parlato al pubblico delle difficoltà di produzione in Italia e della ristretta cerchia di film prodotti dallo stato, lasciando le briciole ai giovani volenterosi. Perciò, avendo avuto anche brutte esperienze, Ivan produce ormai con le sole proprie forze i suoi lavori garantendosi il pieno controllo del film e dei diritti. Colour From The Dark per la cronaca è stato girato con un budget miserissimo di 150.000€. Di conseguenza Ivan lavora ormai solo con attori stranieri, americani soprattutto, più dediti al lavoro ed abituati alla meticolosità del vero set. Ciò permette anche una duttilità linguistica più propensa al mercato estero. Pochi sanno però che Ivan è il montatore di uno dei più prolifici autori italiani, ovvero Pupi Avati. Difficilmente dai suoi film trae un vero guadagno e a volta è difficile che gli stessi soldi gli tornino indietro, e se riesce è solo grazie al mercato estero, americano e tedesco soprattutto. Praticamente fare film oggi è diventato un hobby.

Lorenzo Scappini –

L’Associazione Toby Dammit con Manuel Cavenaghi (terzo in piedi da sinistra), Marco Morosini (secondo accovacciato da sinistra) e Ivan Zuccon (quarto in piedi)

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