I vincitori del Future Film Festival 2012

Giunge al termine la 14^ edizione bolognese di cinema, animazione e nuove tecnologie. Durante il festival si è potuto assistere ad eventi che hanno coinvolto le maggiori realtà dell’animazione odierna: lezioni con Peter Lord sull’animazione in stop motion della Aardman, incontro con il direttore del 3D della Pixar Joshua Hollander e il film fuori concorso della Studio Ghibli firmato Goro Miyazaki, il cui padre è stato ricordato con un montaggio dei suoi film incentrato sui momenti culinari delle sue pellicole.

Per voi abbiamo visto le première Fuori Concorso di PIRATI! BRIGANTI DA STRAPAZZO che a breve uscirà in tutti i cinema, l’inedito film animato spagnolo CHICO & RITA pluripremiato in patria e il teen drama CHRONICLE a un mese dall’uscita italiana, ma il festival ha avuto anche altre belle prime visioni come il nuovo film della Ghibli FROM UP ON POPPY HILL e LORAX – IL GUARDIANO DELLA FORESTA 3D  dal regista di Cattivissimo Me e con la voce di Danny DeVito, oltre alle visioni notturne degli horror jappo ZOMBIE ASS: TOILET OF THE DEAD e DEADBALL.

Tra i film in concorso vi avevamo segnalato e recensito il bellissimo ARRUGAS di Ignacio Ferreras, un sensibile racconto di anzianità dai tratti ironici ancora senza un’uscita italiana. Ma a darla vinta al film spagnolo e all’altro favorito ATTACK THE BLOCK, commedia demenziale con Simon Pegg e Nick Frost, è stato l’anime giapponese A LETTER TO MOMO di Hiroyuki Okiura, su una liceale che si confronta con strani spiriti per riparare ai propri sensi di colpa. Invece a spuntarla tra i 66 cortometraggi in concorso provenienti da 16 paesi del mondo è stato lo spagnolo VICENTA (visibile qui) girato in stop motion, seguito al secondo posto da A MORNING STROLL, corto animato presente anche nella cinquina degli Oscar appena trascorsi.

PLATINUM GRAND PRIZE 2012
A LETTER TO MOMO diretto da HIROYUKI OKIURA

Menzione speciale al film ATTACK THE BLOCK diretto da JOE CORNISH

FUTURE FILM SHORT 2012
Primo Premio del pubblico
: VICENTA diretto da SAM ORTI
Secondo Premio del pubblico: A MORNING STROLL diretto da GRANT ORCHARD
Premio Provincia di Bologna 2012: HELDENKANZLER diretto da BENJAMIN SWICZINSKY
Menzione Speciale: VIVRE ENSEMBLE EN HARMONIE diretto da LUCIE THOCAVEN ADIFAC
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MISSION : IMPOSSIBLE – PROTOCOLLO FANTASMA: la recensione

Torna l’agente segreto Ethan Hunt nel quarto capitolo della saga Mission Impossible ed è subito l’evento mondiale. Il film sta facendo incassi strabilianti e l’energico Tom Cruise fa cassa grazie anche alla veste di produttore della pellicola come nei precedenti capitoli. Vivacissimo su ogni fronte oltre quello cinematografico anche in quello religioso (sostenitore della fantomatica Scientology) e vari impegni sociali. Ma nonostante ciò risulta essere uno dei personaggi hollywoodiani più odiati dal pubblico e dai colleghi.

Lui però ha costruito una carriera proprio grazie al suo carattere sbruffone e sbarazzino, creando sempre personaggi spigliati e prodigiosi, specie quando da giovane si faceva conoscere al grande pubblico con Scorsese ne Il Colore Dei Soldi come spalla di Paul Newman, il vero sbruffone della vecchia Hollywood. Poi una serie di film che sarebbero diventati culto per ogni cinefilo e non solo, come Rain Man, Nato Il Quattro Luglio, Top Gun, Giorni di Tuono e Codice D’ Onore in cui è ancora un giovane (avvocato) prodigio. Poi arriva nel 1996 il momento di Mission : Impossible, film che rinnova il genere spy action creando negli anni un nuovo filone (sostenuto anche grazie agli effetti speciali degli ultimi anni) e in una decade diventa trilogia, fino a Protocollo Fantasma. Una frequenza di uscite quasi uguale a quella del collega James Bond con cui condivide anche budget a disposizione e incassi mondiali, essendo ormai vicini ai 2 miliardi di dollari con solo 4 capitoli.

Dopo aver trovato la talpa infiltrata nell’agenzia per cui lavora (la IMF Impossible Mission Force) nella prima missione, aver sventato una minaccia batteriologica nel capitolo due ed aver combattuto in lungo e in lago per salvare la moglie nell’ultimo capitolo della trilogia, Ethan Hunt è finito in galera in Russia nell’epilogo di Protocollo Fantasma. Uscirà ben presto grazie al nuovo team composto da Benji (Simon Pegg) già visto nel terzo capitolo, Jane (Paula Patton) e William (Jeremy Renner) con cui dovrà avviare in fretta e furia una missione in solitaria dopo la morte del presidente a capo dell’IMF e lo scioglimento di essa per far fronte al Protocollo Fantasma, una legge messa in atto dagli Stati Uniti che disconosce l’agenzia e ogni sua protezione e privilegio. In 4 contro tutti e nessun piano per sventare un’imminente attacco nucleare. Intrusioni al Cremlino, esplosioni in una Mosca raggelante; poi il caldo di Dubai dove si svolgono le scene clou sugli 800 metri del Burj Khalifa (il palazzo più alto del mondo) e per le strade insabbiate dalla tempesta dove si svolge un’inseguimento mozzafiato, per finire con la metropoli di Mumbai.

Tom Cruise ha partecipato al 90% delle riprese, comprese quelle dove solitamente sono eseguite da esperti stuntman. L’insaziabile attore ha anche girato tutta la scena appeso al di fuori dal grattacielo di Dubai (vedi filmato sotto) . Ormai maneggia le armi come un marine e si può considerare quasi esperto di arti marziali, specie dopo le coreografie di John Woo. Tom ha sempre voluto dare ad ogni film un suo tratto, una linea guida, e questa è identificabile nel regista scelto per ogni capitolo. Agli inizi è stato fondamentale l’esperto Brian De Palma che ha dato una forte impronta retrò e classica, rendendo i personaggi interessantissimi, più delle spettacolari evoluzioni che prenderanno il sopravvento nei seguenti capitoli, come nel terzo e spettacolare episodio diretto da JJ Abrams, spericolato e moderno regista da blockbuster ma dalla mente fredda e lucida, sempre in cerca della novità. Forse il taglio più particolare lo ha dato John Woo nell’intenso secondo capitolo con la sensuale Thandie Newton che flirta e lotta al fianco di Tom. Senza una particolare linea guida se non quella della spettacolarità è Brad Bird alla regia di questo quarto capitolo, diretto nel più tradizionale metodo da blockbuster hollywoodiano. Brad Bird è il realizzatore ingaggiato dalla Pixar per dirigere i classici Ratatouille e Gli Incredibili dopo che essi avevano ammirato il suo Il Gigante di Ferro, al debutto in live action con Mission Impossible e una tecnologia da paura, visto che il film è stato girato con cineprese IMAX ad altissima risoluzione. Cruise ha affermato che Bird è un perfezionista e cerca il massimo da ogni scena. Difficile dargli torto, ma la ventata di novità non c’è stata e la saga non si è evoluta se non sotto il volume delle scene popcorn (lo ha detto anche lo stesso Bird). Come i precedenti capitoli è strutturato in diverse missioni (solitamente 3) una più impossibile dell’altra, fino ad arrivare all’ultima al cardiopalma che conduce al villain di turno, questa volta interpretato da Michael Nyqvist. Comunque il pubblico sta apprezzando ed è già il titolo con i maggiori incassi della saga ma difficile venga confermato Bird, più a suo agio tra l’animazione (sempre parole sue), con un più probabile continuo del trend di un regista diverso per ogni film. Se potessi consigliare al buon Tom per il futuro della saga gli direi di puntare su registi che potrebbero portare un loro marchio, un’ impronta particolare, ovviamente inerente alle esigenze della narrazione, come David Fincher che fu vicino alla regia del terzo capitolo “Ho già rovinato un film con il 3 nel titolo” poi dichiarò, o la maschiaccia Kathryn Bigelow.

ScappoDammit

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