100 anni dopo riemerge il Titanic, in 3D!

A cent’anni dal famosissimo affondamento della “nave più solida e robusta al mondo” e a pochi mesi dallo stupido incidente della Concordia, esce in anteprima a San Valentino il capolavoro di James Cameron. L’uscita ufficiale è per Aprile in contemporanea in tutto il mondo, nei giorni del centenario. Per fortuna ho trovato un cinema a pochi chilometri da casa ma nonostante il ritorno del bel tempo e il biglietto gratuito (zero Euro!) la sala era mezza vuota. Questo a dimostrare che non sono tanto i prezzi ad intimorire il pubblico, quanto la potenza odierna dei palinsesti in pay-per-view. L’esperienza in 3D è stala però altalenante: si passa da spettacolari profondità nei primi piani a scene più piatte quando l’inquadratura include più gente, con attori e comparse ovunque, e si sa il film ne è costellato. A differenza di Star Wars Episodio I mi è sembrato meno coinvolgente e “profonda” la visione della stereoscopia, forse perchè per quest’ultimo la multisala prestava occhialini Digital Cinema 3D della Dolby (dal valore di circa 25€ al paio) dal buon risultato, mentre per Titanic la multisala (UCI CINEMAS) obbligava l’acquisto per 1€ dei più banali RealD 3D a lenti polarizzate e una forma che sembra badare più al look.

ScappoDammit

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Memorie di una saga rinata: La Minaccia Fantasma in 3D

Dopo 13 anni riesce in sala il prequel dei prequel di Star Wars. La genesi della saga e di Anakin Skywalker. Ma ormai tutti sappiamo storia e contorni della saga, infatti oggi non sono qui per fare la recensione del film, piuttosto preferisco ricordare la prima volta che lo vidi al cinema e confrontarlo con le sensazioni odierne… in 3D.

Caro blog,
quando uscì il Episodio I avevo la bellezza di 9 anni, facevo le elementari, non avevo la morosina e una nulla esperienza cinematografica alle spalle, se non qualche consumato VHS dei classici Disney o spasmodiche visioni televisive di film da festività come Mamma Ho perso L’Aereo e Ace Ventura. Prima di andarlo a vedere non avevo neanche idea del super fenomeno Star Wars e di tutta la storia della saga. Stavo andando semplicemente a vedere un film dove c’erano “le spade laser” molto in voga all’uscita del film. Bene, non ricordo quasi niente di quella visione. Solo un gran stupore una volta arrivato a casa, soprattutto per la storia “sburona” e il figo Darth Maul.

Ero entrato completamente nel tunnel e in poche settimane avevo tutte le action figure dei personaggi e il videogioco per Play Station, ma negli anni la passione si attenuò fino a scomparire tanto che non notai neanche l’uscita di Episodio 2 solo tre anni dopo. Ma non è finita qui perchè ovviamente mancava ancora l’ultimo capitolo che grazie alla grandissima pubblicità e un’età perfetta per ributtarsi nel genere, sono tornato al cinema per vedere la Vendetta dei Sith, epico finale di saga. Film epocale per me perchè mi fece tornare in mente tutte le cose che avevo scordato di Star Wars, dalla prima visione di Episodio 1 ai saltuari spezzoni della vecchia trilogia che passavano in televisione. E da li collegai tutto. Perchè ancora non avevo ben capito che la trilogia vecchia era quella che veniva dopo e quella nuova era quella che veniva prima. La visione epocale mi cambiò non poco l’anno successivo. Libri, documentari, siti web, giochi online, giochi su play station, fumetti, statuette e quant’altro l’universo Lucas abbia sfornato per macinare dindi, tra cui tutte le poche lire che avevo in tasca. Se ero in giro con i miei amici e 5000 Lire in tasca per fare merenda ma dall’altra parte della strada vendevano l’ultimo capitolo della trilogia scritta a fumetti mi tenevo la fame e prendevo il libricino.

Ma ora sono passati ben 13 anni dalla prima visione e 7, anche se sembra un’eternità, da quella ” epocale” dell’episodio 3 e io sono una persona diversa. Forse piu matura forse no. Fatto sta che la sensazione di meraviglia della storia non è più la stessa. Sul 3D mi esprimo con un commento tra amici: “Una figata!”. Lucas e il suo vecchio team che operò sul set di La Minaccia Fantasma sono tornati insieme per ricostruire nella mente i set e capire a che profondità erano oggetti o persone al momento delle riprese per ottimizzare il 3D e la notevole profondità di campo. Se il film va bene al botteghino possiamo stare certi che continueranno a riversare nella terza dimensione anche i seguenti capitoli nei prossimi anni. E’ stata quasi un’emozione già dal fatto di rivedere in cartellone La Minaccia Fantasma, ma vogliamo paragonare la rimessa nei cinema della vecchia saga?!

Scappo3Dammit

Cinema indipendente: Dark Resurrection vol.0 (ovvero quando il cinema di genere fa il culo al cinema d’essai)

In Italia non escono mai film di fantascienza? La risposta è certamente si, soltanto che non vengono calcolati perché chi produce/distribuisce film sono stupidi/stronzi.
Come avevamo già parlato mostrato mesi fa, Angelo Licata (dentista di professione e regista per diletto) con mezzi limitati e un budget di 7 mila euro, aveva creato il primo fan-movie italiano ispirato al mondo di Star Wars: DARK RESURRECTION VOL. 1.
Ora dopo questo film di successo (almeno online, ricordo che ha avuto i complimenti dalla LucasArt) girato tra Sanremo e Ventimiglia, il regista e la produzione hanno fatto uscire DARK RESURRECTION VOL. 0, un prologo per l’oramai atteso Vol. 2.
Questo mediometraggio uscito online l’8 settembre scorso in una sola settimana ha contato qualcosa come 28 mila visualizzazioni. Grazie all’amore dei fan per questo prodotto, con le donazioni di migliaia di persone la produzione a potuto godere di un budget più sostanziale e di appoggi tecnici migliori.
Ricordiamo la presenza gratuita nel primo volume di Sergio Muniz e la voce di Claudio Sorrentino (doppiatore di John Travolta, Mel Gibson, Bruce Willis e Ron Howard in Happy Days), bene in questo capitolo della saga oltre al ritorno di Sorrentino come narratore, troviamo il regista Fausto Brizzi (fan del vol. 1) nel ruolo del Maestro Jedi Zistor, Daniel McVicar nel suolo di Vikar, Primo Guardiano di Eron ed anche Nina Senicar nel ruolo di Nisar, Terza Guardiana di Eron.
Il film è un ottimo prodotto sia per tecnica che per recitazione.
Licata ancora una volta dimostra di saper dirigere magistralmente attori dilettanti (il cattivo del film il Maestro Sorran è il padre del regista) con risultati ottimi. Nel sostenere questa iniziativa Toby Dammit vi consiglia di seguire la saga sia dal sito internet www.darkresurrection.com, sia continuando a seguire questo tipo di cinema indipendente, che mette in mostra talenti sconosciuti ma che creano prodotti davvero allettanti come questo film di fantascienza del tutto made in Italy.
Che la forza sia con voi e buon cinema!

Caparezza – Kevin Spacey

Immancabile hit del momento che impazza sul web per ogni cinefilo o musicista che si rispetti, la canzone del genio rap Caparezza è contenuta nell’album da poco uscito Il Mio Sogno Eretico e speriamo sia uno dei prossimi singoli dell’artista.

Il pezzo è un susseguirsi di spoiler a raffica che prende di mira 27 famosi film:

  • Fight Club
  • Shutter Island
  • Il Sesto Senso
  • L’Esercito delle 12 Scimmie
  • The Others
  • I Soliti Sospetti
  • Seven 
  • Superman
  • Un Perfetto Criminale
  • Saw – L’Enigmista
  • Il Codice Da Vinci
  • The Blair Witch Project
  • Io e Marley
  • Hachiko
  • The Jackal
  • Profondo Rosso
  • Psyco
  • Sid e Nancy
  • American Beauty
  • Star Wars
  • Prestige
  • The Game
  • La Moglie del Soldato
  • Armageddon
  • La Passione di Cristo
  • Disturbia/La Finestra sul Cortile
  • Il Curioso Caso di Benjamin Button

RANGO: la recensione

Rango è un camaleonte lunatico e bizzarro che sogna di essere, più che diventare, un’ attore, perchè lui crede di poter essere “ciò che vuole quando vuole“. Il piccoletto verde, vestito di una camicia hawaiana, viene perso dai padroni nel bel mezzo del deserto ma senza farsi tanti fronzoli cerca di sopravvivere nell’inospitale posto, fino a quando giunge nella città di Polvere, un piccolo insieme di case di legno, prigioni, banche e saloon in cui non vi è più acqua e gli animaletti che ci abitano sono disperati, come l’identità di Rango. Rango in effetti non è il suo vero nome, inventato per essere accettato nel villaggio, assieme alle sue peripezie da eroe completamente inventate; lui di cui non sappiamo il vero nome o le origini, anche se è solo un camaleonte, ma poco ci importa, come Lo Straniero Senza Nome di Clint Eastwood, che in questa pellicola appare in un cameo digitale e allucinatorio nella parte dello Spirito del West, in una scena onirica veramente bella.

Non è l’unica citazione che c’è nel film, anzi, ne è pieno, con rimandi ad altri film come Star Wars: Una Nuova Speranza, la battaglia nel canyon identica a quella sulla Morte Nera, Paura e Delirio a Las Vegas, si vedono i due protagonisti in macchina all’inizio del film, Pirati dei Caraibi, Chinatown, classiche scene da film spaghetti-western e chi più ne trova, più ne metta.

Rango è stato studiato a priori per assomigliare nei movimenti e nei gesti scanzonati di Jonny Depp che lo ha doppiato nella versione originale, dando un tocco di humor al personaggio già strambo, mentre Isla Fisher, la Leila di Star Wars, doppia Borlotta (Beans in originale), la lucertola femmina che porta Rango nel villaggio, ma diffida delle sue qualità. Il regista, Gore Verbinski, autore dei tre Pirati dei Caraibi, di The Ring e The Mexican, ha studiato benissimo le scene e i linguaggi da western, mettendo in scena un’insieme di inquadrature classiche già straviste ma funzionali. Non cade mai nel convenzionale o nello scadente, a parte la sceneggiatura buona ma con battute un po’ troppo infantili e sketch più o meno divertenti.

Rango non è la classica storia convenzionale, il prodotto da bambini deficienti, che piace facilmente anche agli adulti o commuove i più sensibili. NO. Rango è un western a tutti gli effetti e in animazione (e che animazione!) in cui si sente la pesantezza e il calore del far west, la ruvidità della sabbia e l’arido che c’è nei personaggi che ci abitano grazie a primi piani incisivi, tipici del genere. Un modo anche per avvicinare i bambini a questo genere rivisto di recente solo grazie a Il Grinta, ma che poco ci offre ai giorni d’oggi. Rango è un film sporco e imperfetto ma con riprese perfette e suggestive che non deve piacere per forza ma lascia qualcosa a tutti.

In fin dei conti Rango è un viaggio, non banalmente finalizzato a ritrovare i padroni perduti, ma un viaggio che ci porta “dall’altra parte“, che per comprendere cosa sia dobbiamo compierlo, perchè ognuno è responsabile della propria storia.

ScappoDammit